(Uno dei frame del video che riprende il presunto testimone dell’accoltellamento)
in foto: (Uno dei frame del video che riprende il presunto testimone dell’accoltellamento)

Potrebbe essere un testimone, oppure comunque fornire dettagli utili all'indagine. Fatto sta che l'uomo ripreso da una telecamera di sicurezza di Milano mentre, il 20 luglio del 2017, percorre a piedi corso di Porta Romana e poi via dei Pellegrini è al momento l'unica possibilità per la polizia di risolvere il caso dell'accoltellamento dell'avvocatessa Paola Marioni. Un tentato omicidio il cui responsabile, una persona che la legale non conosceva e non aveva mai incontrato in precedenza, sembra essere un fantasma. Finora infatti tutti gli altri accertamenti eseguiti dalla squadra mobile di Milano non hanno portato a risultati significativi. Tutti, eccetto uno: i poliziotti della Mobile, diretti da Marco Calì, hanno infatti isolato dalle telecamere della zona alcuni fotogrammi che riprendono un uomo misterioso intento a passeggiare vicino al condominio in cui avvenne l'aggressione in un orario compatibile con l'accoltellamento.

La polizia diffonde il filmato: Può essere utile per le indagini

La persona immortalata dalle telecamere è un uomo che indossa un cappello grigio e degli occhiali neri: veste con una maglietta blu scuro, dei pantaloni bianchi e scarpe da ginnastica blu e porta sulle spalle uno zaino: "Potrebbe essere a conoscenza di elementi utili per le indagini in corso", ha spiegato la squadra mobile in una nota. Proprio la necessità di individuare il misterioso uomo ha spinto il pubblico ministero titolare dell'inchiesta, Giovanni Polizzi, ad autorizzare la diffusione del filmato: chiunque dovesse avere informazioni può contattare direttamente la squadra mobile al numero 345.6106426.

L'accoltellamento nella zona di Porta Romana

L'avvocatessa Paola Marioni, 57enne civilista e cassazionista iscritta all'Ordine degli avvocati di Milano dal 1990, era stata accoltellata nel suo studio la sera del 20 luglio di due anni fa da un misterioso cliente che aveva fornito un cognome poi risultato finto: Deandrese. La legale aveva descritto il suo aggressore come un uomo alto circa un metro e ottanta, calvo, robusto e affabile. La donna era stata raggiunta da fendenti sferrati al collo e all'addome: dopo una lunga degenza in ospedale era stata dichiarata fuori pericolo, anche se la mancata individuazione del suo aggressore aveva spinto le autorità a disporre per la professionista una scorta.