Volevano lasciare il paese Aziz e Faraz Khizer, ma la loro fuga è finita all'aeroporto di Islamabad, la capitale del Pakistan, da cui volevano raggiungere Istanbul. Sono stati arrestati con l'accusa di essere coinvolti nell'omicidio della cugina, l'italo pachistana Sana Cheema, la 25enne strangolata dal padre e dal fratello proprio per essersi ribellata di fronte all'obbligo imposto dalla famiglia di un matrimonio combinato con il cugino Aziz.

Secondo gli inquirenti pachistani i due giovani sono coinvolti nell'omicidio. In particolare avrebbero trasportato a ragazza lontano dal villaggio natale della famiglia, Mangowal, per poi seppellirlo di nascosto nel tentativo di occultare il corpo. Oltre al padre e al fratello di Sana, sono state indagate anche la madre e la zia che avrebbero assistito e coperto l'omicidio. Tutta la famiglia sarebbe quindi coinvolta nella morte della ragazza,

Prima che il padre confessasse il delitto, la famiglia aveva tentato di coprire il delitto d'onore parlando di un decesso improvviso per cause naturali, circostanza nettamente smentita dall'autopsia. Sana, che da anni viveva a Brescia, aveva lasciato l'Italia per recarsi nel paese natale con la consapevolezza di andare incontro a un matrimonio combinato, a cui però ha scelto di ribellarsi. Forse sperava di liberarsi dalle imposizioni della famiglia, riuscendo a convincere i suoi familiari a rispettare la sua ferma volontà.