(Immagini di repertorio)
in foto: (Immagini di repertorio)

Stava passeggiando nei boschi intorno ad Appiano Gentile, in provincia di Como, quando si è imbattuta nel cadavere decapitato di un cervo. È quanto accaduto a una residente della zona nella giornata di domenica 24 novembre all'interno del Parco Pineta. In seguito al ritrovamento la donna ha subito allertato la polizia provinciale, che è intervenuta sul posto per verificare la situazione. L'animale, un esemplare maschio di circa 150 chili di peso, non presentava ferite né fratture: è probabile che il cervo sia stato colpito direttamente alla testa e poi decapitato in seguito al decesso per poter vendere il palco di corna.

Le indagini e la rimozione del cadavere

Secondo quanto risulta dalle prime ricostruzioni, la morte del cervo potrebbe essere avvenuta nella notte tra sabato 23 e domenica 24 novembre. Non si hanno invece particolari indizi che possano condurre ai responsabili di questo barbaro gesto. È stato aperto un fascicolo contro ignoti e la polizia continua a indagare per cercare di risalire ai colpevoli. A occuparsi del trasporto della carcassa dal luogo del ritrovamento sarà l'ente parco, che è stato informato dell'accaduto e interverrà il prima possibile.

Cosa rischiano i bracconieri

Le disposizioni di legge sul bracconaggio in Italia sono molto chiare. A regolare il mondo della caccia è la norma 157 del 1992, poi regolata definitivamente nel 2002. Le sanzioni che rischiano i bracconieri sono di tipo penale e si riferiscono anche alla revoca dei permessi di caccia. Si parla di multe di tipo pecuniario a seconda della gravità dell'infrazione commessa e in alcuni casi c'è anche la condanna fino al massimo di un anno.