Il sindaco di Milano Giuseppe Sala alla commemorazione per le vittime della strage
in foto: Il sindaco di Milano Giuseppe Sala alla commemorazione per le vittime della strage

"Io credo che sia doveroso che il governo americano si scusi, sapendo che noi siamo qua per perdonare". Lo ha detto il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, annunciando che chiederà formalmente al governo di Washington di domandare perdono a 75 anni dalla strage di Gorla del 1944, in cui 184 bambini persero la vita in seguito ad un bombardamento aereo statunitense.

Strage di Gorla, Sala chiede le scuse del governo statunitense

"Io farò questo atto formale e mi rivolgerò in settimana alla Console",  ha detto Sala al termine della messa in ricordo delle vittime, i piccoli martiri di Gorla, che si è tenuta a Milano nel quartiere che venne bombardato, "perché credo che sia qualcosa che questa grande comunità di Gorla, una delle comunità più belle a Milano, certamente merita". "Il problema è che è stato un errore molto grave che nasce, come la storia ha ricostruito, da una superficialità e imperizia incredibile – ha aggiunto il primo cittadino -. E l'autore di questo errore ha proseguito nella sua carriera ed è anche stato decorato".

"Sono d'accordo con il sindaco Sala nel chiedere che gli Stati Uniti si scusino, con Milano e con l'Italia, per l'inutile bombardamento alla scuola elementare Francesco Crispi", ha ribadito l'assessore regionale alla Sicurezza, Riccardo De Corato, che questa mattina era presente alla cerimonia.

Uno dei superstiti: "La scuola è crollata e sono morti tutti"

Un B-24 dell'aviazione Usa bombardò il quartiere Gorla, radendo quasi al suolo via Monte San Gabriele. In occasione dell'anniversario del bombardamento della scuola elementare Francesco Crispi di Milano, avvenuta il 20 ottobre 1944, Fanpage.it ha intervistato uno dei pochi superstiti rimasti in vita in quella tragica giornata. Giuseppe Pasotti, 82 anni, è una delle cinque persone che riuscirono a salvarsi. "Erano circa le 10 di mattina – ha raccontato – è suonato l'allarme e ci hanno portato tutti giù nel rifugio che era sotto alla scuola. Non so perché noi eravamo rimasti indietro, forse è per quello ci siamo salvati. La scuola è crollata e sono morti tutti".