Anche il Comune di Milano, come avvenuto ad aprile e poi di nuovo a maggio a Torino, è pronto a registrare un neonato come figlio di due madri. La prima iscrizione all'Anagrafe avverrà a giugno, quando il bimbo, concepito tramite fecondazione assistita in Danimarca, nascerà a Milano. Proprio nel capoluogo lombardo risiedono sia la mamma biologica del bimbo sia la sua compagna, Corinna Marrone Lisignoli e Francesca, che si sono unite civilmente. All'atto di nascita, che verrà stilato in ospedale, sarà indicata solo la madre biologica del bimbo: nei giorni successivi però le mamme potranno depositare la dichiarazione di riconoscimento dell'altro genitore, che sarà aggiunto all'atto di nascita. Negli scorsi giorni erano state proprio le due future madri a scrivere una lettera al "Fatto quotidiano" per chiedere che il sindaco Beppe Sala seguisse l'esempio della sua collega torinese Chiara Appendino. La prima cittadina pentastellata era stata la prima, ad aprile, a dichiararsi disponibile a trascrivere all'Anagrafe bimbi nati da due mamme, cosa che poi ha effettivamente fatto.

Sala: Noi ci saremo. Applaude il M5s

Anche il primo cittadino di Milano non ha fatto mancare il proprio appoggio: "Abbiamo deciso che quando ci saranno richieste di questo tipo, noi ci saremo – ha dichiarato all'agenzia di stampa Ansa – È una decisione su cui tutta la giunta è d'accordo". Sala ha poi spiegato che in casi in cui "la maternità è certa e non ci possono essere rischi di tratta di bambini" l'amministrazione risponderà positivamente anche ad altre richieste simili. In casi dubbi, invece, "rifletteremo e abbiamo anche chiesto al governo e al Ministero di darci chiare indicazioni": "Non è una forzatura della legge", ha poi detto il primo cittadino. La decisione ha suscitato reazioni di segno opposto: positive quelle del Movimento 5 stelle, che tramite il capogruppo a Palazzo Marino Simone Sollazzo si è complimentato per la scelta della giunta Sala che ha seguito "la via di recente tracciata dalle amministrazioni pentastellate".

Le critiche di Forza Italia

Critiche, invece, dalla consigliera regionale e comunale di Forza Italia Silvia Sardone: "Ci sono certezze che vanno al di la delle convinzioni etiche e le posizioni politiche, fra queste vi è quella secondo cui a generare i bambini siano solo un uomo e una donna per volta – ha detto la "pasionaria" consigliera, recentemente entrata in rotta di collisione col suo partito – Solo da quando il desiderio di genitorialità degli omosessuali ha superato gli interessi dei bambini alcuni hanno cominciato a sostenere il contrario. O meglio, alcuni hanno cominciato a sostenere il contrario da quando l'interesse per i voti degli omosessuali ha superato quello per il benessere dei bambini. La decisione del Comune di Milano di trascrivere su un atto di nascita due donne come genitori proprio questo rappresenta: soddisfare le richieste di un gruppo potente nella speranza di ottenerne il consenso. Probabilmente ci riusciranno, fregandosene bellamente di come il bambino potrà elaborare uno status che non corrisponde né alla natura delle cose, né a quello di tutti gli altri bambini con cui si rapporterà".