5 Novembre 2018
19:09

Alternanza scuola-lavoro, Lombardia prima per numero di studenti impegnati

Criticata da molti studenti e al centro di un progetto di modifica da parte del governo: l’alternanza scuola-lavoro prevista dalla “Buona scuola” del governo Renzi è stata al centro di un convegno organizzato a Milano. Nel corso dell’incontro sono stati diffusi i risultati di un’analisi condotta dalla Nestlé e da Gi Group sulla base di dati del Miur sullo stato di attuazione in Italia dell’alternanza scuola-lavoro. I dati indicano che gli studenti delle scuole superiori che hanno vissuto un’esperienza di questo tipo sono in continua crescita nell’ultimo triennio: oltre 3 milioni, la metà circa dei quali studenti liceali. La Lombardia è la prima regione per numero di studenti in alternanza, seguita da Campania e Lazio.
A cura di Redazione Milano
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Criticata da molti studenti e nel mirino del governo giallo-verde che vuole cambiarla: l'alternanza scuola-lavoro, una delle iniziative inserite nella legge della Buona scuola introdotta dal governo Renzi, è stata al centro di un convegno organizzato oggi a Milano al Palazzo del lavoro, in piazza IV novembre. Nel corso dell'incontro, promosso dalle aziende Nestlé ed Enel con Gi Group e in collaborazione con Eni e Allianz, sono stati diffusi i risultati di un'analisi condotta dalla stessa Nestlé e da Gi Group (sulla base di dati del Miur) sullo stato di attuazione in Italia dell’alternanza scuola-lavoro. I dati indicano che gli studenti delle scuole superiori che hanno vissuto un’esperienza di questo tipo (che consiste nell'alternanza tra periodi di formazione in aula e altri di apprendimento in contesti lavorativi in modo intermittente e reiterato, senza la costituzione di alcun rapporto di lavoro), sono in continua crescita: gli studenti coinvolti sono stati 650mila nell’anno scolastico 2015/16, 940mila nel 2016/17 e 1,5 milioni nel 2017/18. Un totale di oltre 3 milioni nel triennio, la metà circa dei quali studenti liceali. La Lombardia è la prima regione per numero di studenti in alternanza, con il 15 per cento del totale. Seguono Campania (11 per cento) e Lazio (10 per cento). È cresciuto anche il numero delle strutture che ospitano giovani in alternanza: dalle 151mila del primo anno alle 208mila dell’anno scolastico 2016/17, per un incremento del 38 per cento. La maggior parte degli studenti è stata ospitata da imprese (poco più del 60 per cento delle strutture ospitanti), la restante parte da enti pubblici, scuole, associazioni di categoria, ordini professionali, musei e altre strutture.

Oltre 1.500 dei ragazzi che hanno vissuto un'esperienza di alternanza tra scuola e lavoro lo hanno fatto proprio alla Nestlé, in uno dei dieci stabilimenti italiani della multinazionale o nella sede di Assago: "Nestlé ha acquisito una profonda esperienza nei progetti di Alternanza Scuola Lavoro e orientamento al lavoro, nei quali siamo orgogliosi di giocare un ruolo attivo e positivo – ha detto Giacomo Piantoni, direttore risorse umane del gruppo in Italia – I giovani che hanno vissuto un’esperienza con noi apprezzano l’offerta articolata, di qualità e capillare sul territorio che siamo in grado di proporre. I riscontri che abbiamo da loro ci convincono che i percorsi duali di orientamento e inserimento nel mondo del lavoro devono essere migliorati, ma non abbandonati: quando sono fatti bene, a trarne vantaggio sono le scuole, gli studenti e le aziende", ha aggiunto Piantoni, che nel corso della giornata ha avuto modo anche di sottolineare l'impegno del proprio gruppo nei confronti dei giovani. Tra il 2014 e il 2018 Nestlé ha assunto 1.500 giovani under 30 in Italia. A livello internazionale, invece, con il suo programma "Nestlé Needs YOUth" la multinazionale vuole dare accesso a opportunità economiche a 10 milioni di giovani in tutto il mondo entro il 2030. "Ciò che a nostro parere serve oggi è una migliore interazione scuola – impresa per dare vita a progetti formativi fatti su misura dei bisogni reali e attuali degli studenti – ha concluso Piantoni – Mettiamo a disposizione delle istituzioni, delle scuole e delle altre aziende la nostra esperienza concreta con l’obiettivo di migliorare gli strumenti di orientamento al lavoro, nella convinzione che il confronto e la collaborazione a tutti i livelli siano gli unici mezzi per contribuire al cambiamento e guardare avanti".

Il decalogo degli studenti sull'alternanza scuola-lavoro

Alla giornata odierna, dal titolo "A scuola di azienda, in azienda – Quando l’orientamento fra scuola e impresa funziona", hanno partecipato anche alcuni dei ragazzi che hanno vissuto un’esperienza di alternanza in Nestlé. Gli stessi hanno presentato la "Carta degli Studenti sull’interazione Scuola-Azienda", contenente alcune loro richieste alle istituzioni, alle scuole e alle aziende in materia di orientamento al lavoro. Gli studenti chiedono programmi di orientamento di qualità e coerenti con il percorso scolastico, esperienze di alternanza che durino al massimo due settimane ogni anno scolastico per un totale di 80 ore l’anno e si svolgano nello stesso periodo per tutta la classe, tenendo conto anche delle esigenze didattiche. Tra le richieste anche quella di poter dare un feedback sull’esperienza, avendo la possibilità di esporre le proprie lamentele e, se necessario, di interromperla anzitempo e un rimborso per le spese di trasporto e i pasti: l'accusa di sfruttamento è d'altronde una delle più sentite da quella parte del corpo studentesco che non vede di buon occhio l'alternanza scuola-lavoro. In questo senso va anche la richiesta di trasparenza fatta dagli studenti alle scuole e alle aziende: le prime devono informare gli studenti sulle attività che saranno svolte in azienda e monitorarle. Alle seconde gli studenti chiedono di sottoscrivere un accordo con la scuola in cui impegnarsi a fornire un programma formativo veramente utile alle finalità di orientamento e formazione.

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