Un nordafricano è stato ucciso questa notte a colpi di arma da fuco in quella che, agli occhi delle forze dell'ordine, sembra un'esecuzione. Si tratta di Assane Diallo. E' successo in strada a Corsico, in provincia di Milano. L'omicidio sarebbe avvenuto intorno alle ore 23.30, in via delle Querce. Inutile l'intervento dell'ambulanza: i sanitari del 118 non hanno potuto far altro che constatarne il decesso. L'uomo, al momento dell'arrivo dei soccorsi, si trovava riverso a terra, senza vita, in una pozza di sangue. Le indagini sono condotte dai carabinieri che giunti sul posto hanno lavorato per effettuare i rilievi del caso. A dare l'allarme sono stai alcuni cittadini che hanno sentito il rumore dei colpi d'arma da fuoco. Nella zona non sarebbero presenti telecamere di videosorveglianza. Paura per i residenti del quartiere milanese che hanno sentito spari nella notte.

Sparatoria a Milano

Secondo le prime ricostruzioni svolte dalle forze dell'ordine, la vittima, un cittadino senegalese di 54 anni, sarebbe stato colpito mentre si trovava in strada ma sono ancora sconosciute le motivazioni dell'aggressione. L'uomo è stato trovato senza vita dopo essere stato raggiunto da 6 proiettili alla testa e 4 al petto. In corso gli accertamenti per fare chiarezza sull'accaduto. Nessuna pista è esclusa, nemmeno quella dell'odio razziale. Secondo i carabinieri i colpi sarebbero stati inferti con un'arma automatica, una calibro 9 per 21 e andati tutti a segno. Sono stati esplosi a distanza ravvicinata e gli investigatori non escludono nessuna ipotesi riguardo a quella che ha tutte le caratteristiche di un'esecuzione.

Ucciso un africano: la pista razziale

L'uomo era un padre di famiglia, sposato e con una bambina di 11 anni. Lavorava nel settore della sicurezza e la sera prima sarebbe stato aggredito in un locale. Secondo le informazioni apprese, aveva dei piccoli precedenti penali risalenti a oltre 20 anni fa per spendita di denaro falso. A parlare, la moglie dell'uomo, Olivia convinta che a ucciderlo sarebbe stata la violenza razziale: "Gli avevo detto di venire a casa, non mi ha ascoltato", ha raccontato la donna, "ieri ha litigato con un uomo che l'ha seguito fino a casa. Lo aveva offeso e insultato per il suo colore della pelle". "Volevamo andare via da questo paese razzista ora me lo hanno ammazzato".

Forse ritrovata l'arma del delitto

I carabinieri hanno ritrovato una pistola nei pressi del luogo dell'omicidio, ma ancora devono essere svolte le analisi balistiche per verificare che si tratti effettivamente dell'arma del delitto. Intanto gli investigatori credono che il senegalese possa essere stato ucciso per vendetta da parte di qualcuno con cui aveva litigato per via del suo lavoro di buttafuori.