(Immagini di repertorio)
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In questi ultimi giorni sta facendo discutere il nuovo regolamento di polizia urbana approvato dalla giunta del Comune di Monza il 17 ottobre scorso. Le polemiche ruotano soprattutto attorno ad alcune particolari restrizioni, come il divieto di drogarsi in pubblico e consumare sostanze alcoliche per strada o nei parchi e giardini comunali, ma anche rispetto all'impossibilità di "camminare sui cornicioni" o sui monumenti cittadini o di stendere i panni sul balcone. Alcuni divieti ovviamente sono già regolati dalle leggi statali, ma a questi si aggiungono nuove sanzioni amministrative che andranno a colpire i trasgressori. Il documento, approvato definitivamente dal consiglio comunale nella giornata di mercoledì 18 novembre, va a sostituire il regolamento del 1974. L'obiettivo dell'amministrazione comunale è quello di contrastare eventuali situazioni di degrado o di insicurezza tra le vie della città. Per fare chiarezza sull'argomento Fanpage.it ha contattato Federico Arena, assessore alla Sicurezza e alla polizia locale del Comune di Monza, che ha chiarito le ragioni per cui è stato redatto il nuovo regolamento. "Il senso di queste nuove disposizioni – ha spiegato Arena – è quello di dare più potere alle forze di polizia locale, adeguandosi alle possibilità di inserire nuove normative in merito a determinate situazioni critiche riscontrate in città".

Le aree di allontanamento

Le novità introdotte dal nuovo regolamento sono tante: dal divieto di bere alcool per strada all'ordine di allontanamento, fino alle nuove disposizioni in merito alla vendita di alcolici nei supermercati e alle nuove multe sul fronte prostituzione. "Per quanto riguarda l'allontanamento – racconta Arena – consiste in un provvedimento regolato dal decreto Minniti, implementato poi dal successivo decreto di Salvini. L'obiettivo è quello di eliminare varie situazioni di degrado e accattonaggio presenti in alcune aree della città. Penso ad esempio all'area del mercato di piazza Cambiaghi, alla zona intorno alla stazione o a quella di largo Mazzini. Grazie al nuovo regolamento, gli agenti della polizia locale, che prima non avevano possibilità concrete di interventi, porteranno invece allontanare eventuali soggetti ritenuti pericolosi da queste aree pubbliche. Il questore potrà poi decidere di disporre o meno il Daspo urbano con una durata da 3 ai 6 mesi".

Vietato drogarsi e bere in pubblico

Per quanto riguarda invece il punto in cui si specifica il divieto di consumare sostanze stupefacenti in aree pubbliche, come giardini o parchi, l'assessore specifica: "Si tratta di nuove disposizioni che vanno a implementare gli articoli 73 e 75 del Testo unico sugli stupefacenti. Il regolamento introduce delle sanzioni amministrative che potranno essere comminate direttamente dalla polizia locale nei confronti di chi trasgredisce le norme già presenti. L'entità delle sanzioni non sono ancora state definitivamente stabilite. Per farlo è necessario ancora un ultimo passaggio in giunta, le multe previste dalla legge per questa tipologia di infrazione vanno dai 25 ai 500 euro". Sarà inoltre vietato ai supermercati vendere sostanze alcoliche dopo le ore 20, anche qui per andare ad arginare situazioni di degrado legate all'abuso di alcool all'aria aperta che sarà possibile sanzionare con il nuovo regolamento.

Le polemiche e il parere delle opposizioni

"Beviamo dove vogliamo": recita così lo striscione apparso nei giorni scorsi nei pressi del sottopasso di via Rota-Grassi a Monza. Un chiaro segnale di protesta contro il nuovo regolamento di polizia urbana. Anche le opposizioni hanno contestato il documento, in particolare i consiglieri comunali del Partito democratico non si sono presentati in aula, decidendo di ritirare tutti gli emendamenti e non partecipare a nessuna votazione del Consiglio comunale in segno di protesta per questo strumento inutile e dannoso, che non porterà alcun beneficio in termini di sicurezza reale o percepita. Matteo Raimondi, segretario del Partito democratico di Monza, ha dichiarato a Fanpage.it: "Secondo noi si tratta di una risoluzione fatta per fini propagandistici, che non è in grado di dare risposte e soluzioni concrete. I fenomeni di piccola criminalità o di degrado andrebbero contrastati da serie politiche sociali e non sovraccaricando ulteriormente il lavoro della una polizia locale che si trova già in difficoltà per il fatto di essere sotto organico". Pareri negativi anche da parte di Francesca Pontani di Italia Viva, e di Paolo Piffer, capogruppo della lista Civicamente Monza.