A Milano torna dopo oltre due mesi il rituale dell'aperitivo. La prima sera di riapertura dei locali nel capoluogo lombardo è anche la prova delle nuove disposizioni imposte per contenere il coronavirus. Tavoli distanziati, misurazione della temperatura all'ingresso con i termoscanner, mascherine per il personale (non obbligatorie per i clienti ai tavoli), divieto di allestire buffet, gel igienizzanti e guanti per tutti.

Milano, prima sera di aperitivo sui Navigli

Dopo la versione dell'happy hour "solo da asporto" e le polemiche delle scorse settimane per gli affollamenti lungo le alzaie, la situazione sui Navigli e alla Darsena è rimasta sotto controllo. Nel primo giorno di riapertura consentito dal decreto del governo non tutti i locali hanno deciso di ripartire, e rispetto alla "normalità" l'afflusso di clienti è ancora basso. Lungo il Naviglio Grande solo una decina di bar e ristoranti hanno ripreso a tutti gli effetti l'attività, tra cui alcune pizzerie e ristoranti di sushi e altri locali, tutti con tavolini esterni a distanza di un metro. Per garantire il massimo della sicurezza alcuni locali mettono le posate in tavola solo all'ultimo momento e utilizzano menù usa e getta. Diverse centinaia di persone si sono sistemate anche alla Darsena, sedute per terra o sulle panchine, senza creare i temuti assembramenti.

Controlli della guardia di finanza all'Arco della Pace

All'Arco della Pace, un'altra delle zone "tradizionali" dell'aperitivo milanese, la guardia di finanza ha effettuato controlli sul rispetto delle linee guida della fase due. Anche qui i locali hanno ridotto il numero di coperti ed eliminato il buffet self service, ma la clientela non manca. In serata i tre locali più grandi della zona sono pieni. I camerieri fanno accomodare gli avventori solo dopo aver misurato la febbre. La maggior parte dei tavoli sono occupati da coppie, ma non mancano quelli con gruppi di amici. Come consentono le ordinanze, quasi nessuno indossa la mascherina mentre sta seduto.