Dopo due mesi riaprono i parrucchieri in tutta Italia e anche a Milano i saloni vengono presi d'assalto da clienti in cerca di tagli, pieghe e tinte. "Siamo molto felici perché abbiamo molte prenotazioni per il nostro salone, abbiamo circa 180 clienti in coda", racconta a Fanpage Michele Severgnini, che come gli altri ha ripreso l'attività rispettando le misure di sicurezza – dal distanziamento, alla sanificazione dei locali – ma con grande slancio.

A Milano riaprono i parrucchieri

Appuntamenti telefonici, ‘triage' e termoscanner per i clienti, niente sala d'aspetto: con le nuove regole della "fase due" parrucchieri e barbieri milanesi hanno ripreso l'attività e sono usciti dal lockdown. Alcuni saloni sono ancora chiusi, ma la maggior parte ha preferito riprendere subito e non rispettare il lunedì di riposo che spetterebbe a queste attività. Secondo la stima dell'Unione Artigiani a Milano riapre l'85 per cento dei parrucchieri (il 70 per cento in Brianza) e una media fra il 50 e il 60 per cento degli estetisti. "La certezza di poter riavviare i saloni e soprattutto le linee guida ufficiali da seguire sono giunte con pesante ritardo, di domenica sera, a pochissime ore dal giorno annunciato per poter tornare a lavorare. Solo coloro che in settimana avevano deciso di crederci, investendo in una ripartenza ancora aleatoria, stamattina erano pronti ad aprire", ha commentato il segretario dell'Unione Marco Accornero. Molti commercianti denunciano la difficoltà di reperire i dispositivi indicati dai protocolli come obbligatori, come mascherine e guanti.

Inizio rallentato, ma molta positività

"Vivo la riapertura con molta positività", racconta a Fanpage Daniel Maltoni, "chiaramente l'inizio è un po' rallentato perché bisogna avere accortezze diverse ma una volta che ci si abitua dovrebbe andare abbastanza liscia". Un po' di ansia c'era: "Ieri sera ho dormito un po' disturbato – confessa – era il primo giorno due mesi, c'era voglia di ripartire, ma anche un po' di preoccupazione".