Milano, città Medaglia d'Oro della Resistenza, festeggia il 70esimo anniversario dalla liberazione dal nazifascismo. E' partito sulle note di Bella Ciao il corteo a cui stanno partecipando migliaia di cittadini, sindacati, partiti, centri sociali e associazioni, per ricordare la Resistenza e i suoi valori. Presenti tra gli altri il segretario generale della Cgil Susanna Camusso, il vicesindaco Ada Lucia De Cesaris, il sindaco Giuliano Pusapia, il segretario del Prc Paolo Ferrero. Ad aprire il corteo i gonfaloni di Milano e di altre città italiane che si sono distinte durante la Resistenza e la banda del Comune di Milano. Contestata da alcuni gruppi della sinistra antagonista la presenza della Brigata Ebraica, che come ogni anni partecipa al corteo milanese.

"Sionisti carogne tornate nelle fogne", hanno gridato i manifestanti pro Palestina, tenuti a distanza da un cordone di poliziotti in tenuta anti-sommossa. E ancora "Fuori i sionisti dal corteo". Contestazioni ampiamente annunciato, tanto che il Pd milanese si è posizionato nel corteo immediatamente dopo la Brigata Ebraica, per "scortare" le bandiere e gli striscioni della formazione ebraica che partecipò alla Resistenza. Spintoni tra manifestanti e forze dell'ordine, la Brigata Ebraica risponde ai contestatori: "Siamo tutti antifascisti".

"Oggi è una meravigliosa giornata di festa, a parte il tempo. Che cosa scriveranno i gazzettieri che hanno scritto ci sarebbe stati incidenti, poca gente e che dicevano avremmo tenuto fuori Brigata ebraica?". Lo ha detto il presidente dell'Anpi, Carlo Smuraglia, nell'intervento conclusivo delle celebrazioni per il 25 Aprile in piazza del Duomo a Milano. Smuraglia ha invitato a tenere vivi i valori della Resistenza. E ha fatto anche un accenno ad alcuni commenti seguiti agli sviluppi giudiziari sui fatti della Diaz, al G8 di Genova del 2001: "C'è qualcosa di profondo rimasto nello spirito dello Stato italiano e va rimosso", ha sostenuto.

"Milano medaglia d'oro della Resistenza continuerà ad essere esempio di solidarietà, tolleranza e libertà", così Giuliano Pisapia dal palco del 25 aprile. "Ciao a tutte e a tutti. Anzi, Bella ciao a tutti – ha esordito Pisapia -. Cari partigiani, cari cittadini di tutto il mondo: che bella piazza". "Non solo non vogliamo dimenticare – ha aggiunto il primo cittadino – ma dobbiamo ricordare chi è ancora oppresso per il colore della sua pelle, per il suo credo religioso, per il suo desiderio di libertà chi fugge da fame, guerra, torture e ingiustizia e cerca e spera di trovare chi lo accolga e aiuti come vuole la nostra Costituzione".

Tra i protagonisti del corteo anche la Cgil, che ha sfilato assieme al segretario generale Susanna Camusso che è anche intervenuta dal palco. "I valori della Resistenza non si possono cancellare, non sono invecchiati perché hanno 70 anni". "Una delle libertà fondamentali che ci è stata trasmessa dalla Resistenza e da quei valori – aggiunge Camusso – è quella di insegnamento e istruzione, una necessità che rimane oggi come condizione di emancipazione del Paese e come possibilità di crescita dei ragazzi e delle ragazze". Ha parlato anche delle stragi nel Mediterraneo il numero uno sindacato più grande del paese: "Oggi«c'è un fondamentale egoismo da sconfiggere: non possiamo non guardare al di là del Mediterraneo, non possiamo non metterci nei panni di chi aspetta sulle sponde della Libia per scappare da povertà e dittature. Solo così la democrazia continuerà a vivere per noi e per tutti gli altri".