Gli organizzatori l'hanno chiamata la "Giornata dell'orgoglio antirazzista, migrante e meridionale". Si tratta del raduno, con concerti e interventi, organizzato da diversi attivisti e centri sociali e in programma a Pontida, in provincia di Bergamo, il prossimo 22 aprile. La sede scelta non è casuale: si tratta del paesino sul cui pratone i leghisti celebrano ogni anno il proprio raduno, ricordando il giuramento che 850 anni fa diede origine alla Lega Lombarda. La manifestazione dei centri sociali, d'altronde, è stata decisa proprio dopo il contestato passaggio del segretario del Carroccio Matteo Salvini a Napoli, lo scorso 11 marzo.

Gli organizzatori: "Sarà una grande festa"

Per gli organizzatori della "Giornata dell'orgoglio antirazzista" lo spirito è chiaro: sarà "una grande festa di chi è orgoglioso e fiero di essere meridionale e di chi, in tutta Italia, da sempre crede nelle idee dell'accoglienza e della solidarietà verso chi è costretto a lasciare la propria terra", si legge sulla pagina Facebook dell'evento. Ma il sindaco leghista di Pontida, Luigi Carozzi, non la pensa alla stessa maniera. Ravvisando il pericolo di un "grave pregiudizio per l’incolumità pubblica e per la sicurezza urbana in genere", ha emesso un'ordinanza con la quale in sostanza ha "chiuso" per tutta la giornata il paese da lui amministrato.

Il sindaco leghista chiude scuole, negozi e anche il cimitero.

Sabato 22 aprile, dunque, i manifestanti troveranno ad attenderli un paese "fantasma": le strade del centro storico saranno chiuse al traffico dalle 8 alle 24, così come saranno chiuse tutte le scuole di ogni ordine e grado, gli uffici comunali, le Poste, i negozi e perfino il cimitero e la piazzola ecologica, che si trovano vicini al luogo messo a disposizione dalle Fs per il concerto-evento. Per il primo cittadino di Pontida la presenza di un numero imprecisato di manifestanti (dovrebbero essere migliaia, in partenza da 23 diverse città d'Italia) "favorisce l’insorgere potenziale di episodi criminosi, quali fenomeni di insicurezza urbana, di vandalismo e di turbativa della quiete pubblica", come si legge nell'ordinanza.

Un'atmosfera eccessivamente catastrofica, stemperata a parole dallo stesso primo cittadino, che al "Corriere della sera" ha lanciato un appello ai manifestanti: "Facciano come i giovani della Lega. Al raduno, ogni anno, lasciano l’area del pratone più pulita di come l’hanno trovata. Sono preoccupato perché ho fatto le dovute valutazioni, con la Questura e la Prefettura di Bergamo. Se poi questi ragazzi mi smentissero sarei l’uomo più felice del mondo. A quel punto li inviteremmo anche per l’anno prossimo".

Giordano (Coordinamento DemA): "Cittadini disobbediscano all'ordinanza"

Non sono mancate comunque le reazioni alla decisione del primo cittadino di Pontida. Egidio Giordano, del coordinamento DemA, ha invitato i cittadini del paese a "disobbedire all'ordinanza, ad aprire i negozi e a partecipare al concerto. Per quasi trent'anni – ha spiegato Giordano in una nota – a Pontida si è garantito il raduno di razzisti e xenofobi. Invece, in occasione di una giornata dichiaratamente di musica e festa alla fine il sindaco e i leghisti, gettano la maschera dei falsi democratici e  si rivelano per quello che è: gendarmi a difesa dell'odio nei confronti dei meridionali e dei migranti".

Alla manifestazione del 22 aprile parteciperanno numerosi scrittori e artisti, dai 99 Posse a Maurizio De Giovanni: "Noi abbiamo scelto Pontida proprio per dimostrare che non esistono simboli o roccaforti del razzismo", ha dichiarato Giordano.