Dopo aver provato con la sottolineatura dei propri successi a Roma e negli altri Comuni d'Italia amministrati dai Cinque stelle (attraverso un sito internet appositamente lanciato), il Movimento guidato da Beppe Grillo cambia strategia e passa al contrattacco. Pubblicando sul blog del leader M5s i "Dieci fallimenti di Sala e del Pd a Milano".

Il M5s: "Milano è un buco nero dell'informazione"

Il post è a firma dei tre consiglieri comunali milanesi del Movimento, Gianluca Corrado (candidato sindaco alle scorse amministrative), Patrizia Bedori (che era stata scelta come candidata alle "Comunarie" ma aveva poi rinunciato all'incarico) e Simone Sollazzo. Nel testo i tre consiglieri si chiedono cosa abbia fatto Sala in sei mesi di giunta, giungendo anche a una risposta: "Nessuno lo sa. I giornali non si sono mai curati di lui, neppure quando è stato indagato: la città è un buco nero dell'informazione. Qui potrebbe succedere di tutto senza che nessuno se ne accorga", scrivono. E come esempio di questo "buco nero" citano una notizia a loro dire "censurata da tutti i media: ieri la Finanza è entrata al Comune di Milano, dove ha sequestrato tutta la documentazione afferente le opere Expo realizzate al Palazzo di giustizia. Qualcuno di voi l'ha saputo? No. Nessun giornale o tg ne ha parlato".

La notizia – che riguarda un accertamento disposto dall'Anac con l'acquisizione, e non il sequestro, degli atti di alcuni appalti per 16 milioni di euro – è stata in realtà riportata ieri da diversi giornali, tra i quali anche il nostro: "Immaginate per un istante cosa sarebbe successo se la stessa cosa fosse successa a Roma. Non si sarebbe parlato d'altro per mesi", scrivono i tre pentastellati, con un riferimento evidente a Virginia Raggi, in questi giorni (ma in realtà da sempre) al centro dell'attenzione mediatica per le due indagini per abuso d'ufficio nelle quali è coinvolta.

I dieci fallimenti di Sala secondo il M5s.

Tra i dieci fallimenti di Sala indicati dai consiglieri del M5s ci sono naturalmente l'Expo, da sempre bersaglio del M5s, i conflitti di interesse del sindaco e quelli "almeno potenziali" di alcuni suoi collaboratori, tra cui l'assessore al Bilancio Roberto Tasca (socio del sindaco in due società). C'è poi la firma del nuovo Patto parasociale di A2a (società partecipata che gestisce i servizi elettrici e del gas di Milano e Brescia) che "risponde a un interesse tutto partitico, contrario all’interesse e al bene dei cittadini".

Ancora: la mancata trasparenza, che nello specifico si declina nel caso dell'assessore alla Trasformazione digitale Roberta Cocco, oggetto di un'istruttoria da parte dell'Anac perché non ha pubblicato i propri redditi sul sito del Comune. Tra i fallimenti finisce anche l'affaire Cascina Merlata: si tratta di una variante al programma di intervento integrato dell'area – un piano di riqualificazione delle zone che si trovano tra Expo e il Cimitero Maggiore – approvato a dicembre da Palazzo Marino. La variante ha in pratica convertito un'area di 15mila metri quadri destinata a funzioni ricettive destinandone 10mila a funzioni commerciali (per un nuovo centro commerciale) e cinquemila a terziario.

Sono considerati fallimenti anche alcune questioni che sono ancora in fase di definizione come gli ex scali ferroviari – dove "il rischio di una cementificazione selvaggia pare sempre più probabile" -, e i tagli a welfare, educazione e scuole previsti dal bilancio di previsione che è in corso di discussione in questi giorni.

Altri fallimenti della giunta Sala riguardano la gestione e organizzazione del personale comunale e l'inquinamento atmosferico, onestamente difficile da imputare a un sindaco in carica da sei mesi. Infine, ultimo "fallimento" di Sala è considerato l'inchiesta per la Piastra di Expo che lo vede indagato – e che avevano portato alla sua autosospensione – e le cui indagini andranno avanti almeno fino a giugno.