Immagine di repertorio
in foto: Immagine di repertorio

È iniziato ieri, al tribunale di Varese, il processo a un uomo di 37 anni accusato di violenza sessuale su una ragazzina minorenne. A rendere ancora più delicata la vicenda sono i rapporti tra il presunto aguzzino e la presunta vittima: sono infatti zio e nipote. La brutta vicenda famigliare, riportata dal quotidiano "La Prealpina", sarebbe iniziata circa sette anni fa. Teatro della vicenda un paese in provincia di Varese, al confine con la Svizzera. A far partire le indagini è stata la ragazzina, attraverso un sotterfugio: dopo aver sopportato per anni in silenzio i presunti abusi dello zio, fratello del padre, ha iniziato a scrivere delle lettere in cui raccontava ciò che era stata costretta a subire, lasciando poi le missive in giro per casa. Le lettere erano state notate e lette dai genitori che avevano così scoperto l'orrore custodito in silenzio per lunghi anni dalla figlia. Stando ai racconti della ragazzina gli abusi, che avvenivano tra le mura domestiche quando zio e nipote rimanevano da soli, sarebbero iniziati quando la ragazza era una bambina di appena dieci anni e poi andati avanti per almeno sei anni.

Il processo per la presunta violenza sessuale riprenderà a novembre

Al termine delle indagini lo zio della ragazzina era stato arrestato: l'uomo aveva inizialmente respinto ogni accusa, ma poi avrebbe fatto delle parziali ammissioni. Dopo la prima udienza che si è tenuta ieri il processo a carico dell'uomo, difeso dall'avvocato Furio Artoni, riprenderà a novembre. I genitori della ragazzina che avrebbe subito le violenze, rappresentati dal legale Gianluca Vissi, si sono costituiti parte civile.