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Uomo carbonizzato a Novate Milanese, fermati i presunti assassini

Quattro persone, due italiani e due filippini, sono state arrestate per l’omicidio di un filippino di 36 anni, il cui cadavere fu ritrovato carbonizzato lo scorso 26 gennaio in un campo di Novate Milanese, vicino Milano. L’uomo sarebbe morto per un debito legato allo spaccio di droga.
A cura di F.L.
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Era stato trovato in un campo di Novate Milanese, in provincia di Milano, lo scorso 26 gennaio. Il corpo di Villamar Glenn Padilla, un filippino di 36 anni, era stato trovato carbonizzato con i muscoli completamente contratti e le braccia raccolte intorno al capo, quasi a volersi proteggere.

Adesso, a distanza di quasi sei mesi esatti, il giallo di Novate sembra poter essere a una svolta: i carabinieri del gruppo di Monza hanno infatti fermato quattro persone, indiziate del delitto di via IV novembre. I provvedimenti sono stati disposti dalla procura di Milano, al termine di complesse indagini, partite subito dopo il ritrovamento della vittima, la cui morte probabilmente sarebbe avvenuta qualche giorno prima del 26 gennaio.

Morto per debiti legato alla droga

La vittima era uno spacciatore attivo nella zona di San Siro. Aveva annunciato ai suoi complici, divenuti poi i suoi presunti assassini, l'intenzione di trasferirsi a Biella dalla compagna, ma non aveva mai saldato un debito di circa mille euro con gli altri criminali del suo giro. Per questi soldi sarebbe stato ucciso: prima colpito a bastonate e accoltellato nella sua abitazione, poi strozzato. Dopo un giorno il cadavere era stato portato nel campo di Novate, dove era stato bruciato. Dalle fiamme si era salvata solo una mano: da lì i carabinieri sono riusciti a risalire all'identità dell'uomo e ad arrivare ai presunti colpevoli del delitto.

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