Stalker e “petomane”: custode del Mudec di Milano rischia il processo
Un custode del Mudec, il museo delle culture di Milano, rischia di finire a processo per stalking. La vicenda potrebbe sembrare simile, purtroppo, a tanti altri episodi di molestie nei confronti delle donne, se non fosse per un particolare che la rende quasi grottesca: l'uomo, oltre che con frasi a sfondo sessuale, avrebbe infatti molestato due sue colleghe anche con "rumori corporali". A processo, insomma, potrebbe finire per la prima volta nella storia giudiziaria uno stalker "petomane". A riportare la notizia, sulle colonne del quotidiano "Il Giorno", è il cronista di giudiziaria Mario Consani. Il giornalista inquadra la vicenda con dovizia di particolari: a sporgere querela contro il custode del Mudec sono state due sue colleghe, guardie museali tra i 50 e i 60 anni. Come documentato dalle indagini, le due donne avrebbero sopportato per diverso tempo le molestie verbali dell'uomo, che non ha risparmiato nei loro confronti complimenti espliciti, allusioni sessuali ed espressioni smaccatamente volgari.
È tutto scritto nel capo di imputazione
Alle molestie verbali, però, presto si sono aggiunte anche quelle "sonore": nel capo di imputazione è scritto che il presunto "stalker petomane" dall'interno della guardiola "produceva con il proprio corpo rumori molesti" provocando nelle due colleghe "un perdurante e grave stato d'ansia e di paura", che è la condizione psicologica necessaria affinché possa essere contestato il reato di atti persecutori. Per quanto la vicenda possa sembrare paradossale e suscitare anche una certa ilarità, non va dimenticato che da un lato ci si trova al cospetto di due donne che hanno denunciato di aver subito molestie per diverso tempo e dall'altro c'è un uomo che, ora che gli è stata notificata la chiusura delle indagini, rischia di finire a processo per un reato che prevede pene comprese tra i sei mesi e i quattro anni. La tentazione di scherzare su una vicenda così particolare è però tanta: vale solo la pena di sottolineare che, stando alle accuse, all'eventuale processo se ne sentiranno decisamente delle belle.