Fine della tregua tra auto blu e governo. Domani, martedì 21 novembre, i conducenti dei taxi incroceranno le braccia per 24 ore, dopo l'accordo raggiunto lo scorso febbraio, al termine di una convulsa trattativa segnata da cortei e blocchi. Le rappresentanze sindacali di categoria hanno sottoscritto un documento unitario in cui accusa l'esecutivo di aver deregolamentato il servizio del trasporto pubblico non di linea, venendo meno ai patti presi.

Mobilitazione anti-Uber dei tassisti.

La mancata promulgazione dei decreti attuativi favorirebbe non solo gli Ncc secondo i tassisti, ma anche le multinazionale delle piattaforme di sharing economy come Uber. Il decreto interministeriale che riordina il settore è stato bollato dai sindacati come "inaccettabile e irricevibile". "Il 23 febbraio 2017, dopo le proteste dei giorni precedenti, i rappresentanti dei tassisti avevano concordato con il governo l’emissione entro trenta giorni di un decreto attuativo che nell’idea dei tassisti avrebbe dovuto regolamentare definitivamente il servizio dei taxi in Italia.  – si legge nel comunico sindacale – Il decreto, però, è stato presentato con molto ritardo e non è stato ritenuto sufficiente dalle associazioni di categoria, che oggi accusano il governo di aver deregolamentato il servizio dei taxi in favore di altri concorrenti".