San Raffaele: falsi ricoveri per intascare rimborsi, 9 indagati tra medici e dirigenti

Ancora guai per l'ospedale San Raffaele di Milano. La procura del capoluogo lombardo ha infatti chiuso l'indagine che vede coinvolte nove persone tra dirigenti, rappresentati legali della struttura sanitaria e sei primari, tra cui figura anche Alberto Zangrillo, primario nel reparto di Anestesia e medico dell'ex premier Silvio Berlusconi. Indagati anche Nicola Bedin, amministratore del S.Raffaele, lo stesso ospedale, la Fondazione Monte Tabor e il direttore sanitario. L'indagine riguarda la supposta truffa al servizio sanitario nazionale che gli indagati in concorso tra loro avrebbero messo in atto. La cifra è da capogiro: 28 milioni di euro che sarebbero ‘spariti', grazie alle supposte irregolarità riscontrate nei rimborsi percepiti su quattromila interventi chirurgici svoltisi al San Raffaele.
Il sistema di truffa, secondo l'indagine svolta dal pm Giovanni Polizzi sotto il coordinamento del procuratore aggiunto Giulia Perrotti, riguarderebbe un arco temporale che dal 2011 arriva fino al novembre 2013. L'ipotesi di reato della procura è che i rimborsi venissero ottenuti certificando falsi ricoveri di pazienti inesistenti, a cui venivano fatte operazioni immaginarie.