Prende a calci un cane ma viene assolto per “la tenuità del fatto”

Un edicolante di Milano era stato denunciato per maltrattamento sugli animali per aver preso ripetutamente a calci un cane bassotto, colpevole di aver urinato sull'espositore dei quotidiani della sua edicola. Ora il Tribunale di Milano ha assolto l'uomo, applicando le nuove norme sulla non punibilità per ‘particolare tenuità del fatto'. Era il 10 ottobre del 2011 quando un passante passeggiava attorno all'edicola con il suo cane che fece pipì sull'espositore, mandando su tutte le furie il proprietario del negozio che fece volare via il cane a calci provocandogli, secondo il referto veterinario "dolori lungo tutta la colonna vertebrale" e un "evidente stato di choc".
Secondo il giudice della quarta sezione penale Marco Tremolada il fatto è "non punibile" per la "tenuità del fatto", dato che l'edicolante "ha sì posto in essere una condotta lesiva nei confronti del cane della persona offesa (che ha sporto denuncia, ndr), ma non ha utilizzato né armi o altri strumenti di particolare lesività, né modalità tali da far ritenere che la condotta sia stata espressione di un gesto gratuito". Il giudice nel dispositivo della sentenza sottolinea come il gesto sia stato condizionato da "particolari circostanze", nessuna azione "premeditata" quindi "né animata dalla diretta volontà di ledere l’animale", un gesto non caratterizzato da "sevizie" o "crudeltà".