Paura sul Frecciabianca Lecce-Milano: a fuoco il quadro elettrico, nessun ferito

A cura di F.L.
Immagine
Molta paura, ma per fortuna nessuna conseguenza a parte un consistente ritardo per i passeggeri del treno Frecciabianca Lecce-Milano. Lunedì pomeriggio uno dei quadri elettrici a bordo del convoglio è andato a fuoco: i viaggiatori sono stati costretti a scendere vicino ad Ancona. Dopo 100 minuti il treno è ripartito.

Molta paura, ma per fortuna nessuna conseguenza a parte un consistente ritardo. È il bilancio di quanto avvenuto lunedì pomeriggio su un treno Frecciabianca partito da Lecce e diretto a Milano. Quando il convoglio delle Ferrovie dello Stato era quasi a metà strada, nelle Marche, da uno dei quadri elettrici presenti a bordo ha iniziato a fuoriuscire del fumo. I passeggeri se ne sono accorti ed è scoppiato il caos: prima qualcuno ha rotto uno dei finestrini del treno (sul Frecciabanca sono bloccati) per fare entrare aria, poi qualcun altro ha tirato il freno d'emergenza, bloccando il treno all'altezza di Varano, in provincia di Ancona.

Paura sul Frecciabianca Lecce-Milano: a fuoco il quadro elettrico, nessun ferito

Qui i circa 500 passeggeri sono scesi in attesa dell'intervento dei tecnici di Fs e dei vigili del fuoco. Il principio di incendio ha riguardato solo una carrozza, che è stata isolata. Il treno è poi stato scortato fino ad Ancona, dove il vagone incriminato è stato tolto e i passeggeri che l'occupavano sono stati sistemati sulle altre carrozze. Quindi, con un ritardo di circa cento minuti, il convoglio è ripartito verso il capoluogo lombardo, dove è arrivato senza ulteriori problemi. Nessun passeggero è rimasto ferito, anche se l'episodio probabilmente rilancerà le polemiche dei salentini nei confronti di Trenitalia, colpevole di aver "dimenticato" il tacco d'Italia. In giro sul web c'è già una petizione che chiede di inserire anche il Salento nell'ambito del nuovo collegamento con i treni ad Alta velocità che partirà tra qualche giorno, e che permetterà di collegare Bari a Milano in circa sei ore e mezza.

313 CONDIVISIONI
autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views