“O stai con me o muori”, botte e minacce all’amante segregata in casa: condannato 39enne
È stato condannato a sei anni e quattro mesi Massimiliano Consoli, il 39enne che per più di un mese ha segregato in casa una donna di 27 anni, con la quale aveva iniziato una relazione extraconiugale. L'uomo, sposato, aveva obbligato la giovane amante a rimanere casa insieme con la moglie sotto la minaccia di botte e aggressioni verbali: "O stai con me o muori". Un incubo durato un mese e mezzo e conclusosi solo grazie al coraggio della vittima riuscita a fuggire da quell'appartamento. La vicenda è avvenuta a Ospitaletto, nel Bresciano e dopo diverso tempo ha finalmente trovato la sua conclusione. Il 39enne, con diversi precedenti alle spalle per furti e rapine, e già agli arresti domiciliari per questa vicenda, è stato condannato in primo grado a sei anni e quattro mesi di carcere per lesioni e violenza domestica. Il pubblico ministero aveva chiesto per lui una condanna a otto anni.
La donna costretta a dormire sul pavimento
"Mi hanno ammazzato", avrebbe urlato in aula alla lettura della sentenza. Assente invece la giovane 27enne che non ha voluto incontrare il suo aguzzino, l'uomo che per settimane l'ha tenuta in casa sotto la minaccia di continue violenze e umiliazioni, costringendola a volte anche a dormire sul pavimento. In più di un'occasione l'ha colpita al volto, spesso con pugni e schiaffi. In un caso, il più eclatante, il 39enne ha procurato all'amante la frattura del setto nasale: "Se mi tradisci, ti uccido", le avrebbe detto. In un'altra occasione le ha invece fratturato la mandibola. E poi le ha sequestrato il cellulare, le ha impedito di vedere amici e familiari. Completamente soggiogata dall'uomo ha dovuto subire le continue umiliazioni fino a quando è riuscita a fuggire e a chiedere aiuto. Una storia che però non sarà facile dimenticare.