Milano, ragazza 26enne resta incastrata col piede nel tram e aggredisce il conducente

A cura di F.L.
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Sabato pomeriggio, a Milano, una ragazza di 26 anni è rimasta incastrata col piede tra le porte del tram numero 16. Non appena il conducente se ne è accorto e ha liberato la ragazza, quest’ultima lo ha aggredito insieme alla madre. Anche una collega dell’autista è rimasta coinvolta nella lite: alla fine in due sono finite in ospedale.

Aggressione ai danni di un conducente del tram e di una sua collega a Milano, sabato pomeriggio. A colpire i due, che hanno riportato lievi contusioni, sono state una ragazza di 26 anni e sua madre. Le due avevano preso il tram numero 16 ed erano scese in via Mazzini. La figlia, però, era rimasta col piede incastrato nelle porte del tram, chiuse forse troppo frettolosamente dall'autista. Dopo qualche metro, allertato dalle urla delle due donne, l'uomo si è accorto dell'errore fermando la vettura e aprendo le porte.

Ragazza 26enne resta incastrata nel tram e aggredisce il conducente

In quel momento la rabbia delle due passeggere ha preso il sopravvento: le due hanno prima aggredito il conducente, poi un'altra dipendente dell'Azienda di trasporti milanese intervenuta per spiegare l'errore e cercare di riportare la calma. Proprio quest'ultima, però, ha avuto la peggio, finendo al Policlinico per un colpo ricevuto in pieno volto. In ospedale, al Fatebenfratelli, è finita però anche la ragazza di 26 anni con contusioni alla caviglia rimasta incastrata nelle porte del tram.

Nonostante l'ultima aggressione, però, Atm ha tenuto a precisare in una nota che episodi di questo genere sono in costante calo: "Dal 2010 al 2015 si è passati da una media mensile di 18,2 episodi (219 in tutto l’anno) a 11,8 (95 fino ad agosto). Dal 2010 al 2014 gli episodi sono diminuiti del 30 per cento. Nei primi 8 mesi del 2015 sono in ulteriore diminuzione".  Nessun allarmismo dunque: in questo caso, d'altronde, si è trattato solo forse di una reazione un po' esagerata a una disattenzione che poteva portare anche a conseguenze più gravi.

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