La Galleria Vittorio Emanuele II a Milano
in foto: La Galleria Vittorio Emanuele II a Milano

È arrivato questa mattina, venerdì 8 novembre, il responso dell'asta pubblica che riguardava uno spazio di 302 metri quadrati in Galleria Vittorio Emanuele II a Milano. Ad aggiudicarsi la prestigiosa vetrina, in uno dei luoghi simbolo del capoluogo lombardo, è stato Giorgio Armani Retail, che con un'offerta da 1,9 milioni di euro annui di affitto ha sbaragliato la concorrenza di altri grandi marchi della moda come Prada e Tod's. La rinomata gioielleria Damiani invece, non era stata ammessa all'asta durante la fase tecnica. Il noto stilista milanese, che in Galleria possiede già un negozio la cui concessione scadrà nel 2020, prenderà il posto fino ad oggi occupato dal centro Tim. La durata della nuova concessione sarà invece di 18 anni.

Come si è svolta l'asta

Era la prima volta nella storia del Comune di Milano in cui veniva indetta un'asta pubblica con il metodo dell'incanto, ovvero con un rilancio minimo segnalato nella fase anticipatoria. Fino a oggi infatti l'assegnazione degli spazi in Galleria era sempre avvenuta attraverso la tradizionale procedura dell'apertura delle buste. La compravendita si è svolta presso gli uffici comunali di via Larga: Armani è riuscito ad avere la meglio dopo 24 rilanci, partendo da una base d'asta fissata a 670 mila 440 euro di canone annuo. Questa sarà la prima di una lunga serie di gare al rialzo per gli spazi della Galleria,  dove nel 2020 andranno a bando 24 spazi, mentre prima della fine dell'anno dovrà essere assegnato lo spazio prima occupato da Stefanel. L'asta era stata suddivisa infatti in due diversi bandi, per riuscire ad agevolare la ricerca di un affittuario in grado di occupare l'intero spazio.