Lo scandalo dei “chirurghi fantasma” in sala operatoria: ispezioni in tutti gli ospedali di Milano
Dopo la nuova inchiesta che coinvolge l'ospedale San Raffaele di Milano, al centro di una presunta truffa al servizio sanitario da 30 milioni di euro, la Regione Lombardia corre ai ripari. In tutti gli ospedali di Milano sono stati ordinati controlli a tappeto a caccia di eventuali irregolarità. Come quelle che, secondo il pubblico ministero Giovanni Polizzi e la guardia di finanza, sarebbero avvenute all'interno della struttura fondata da Don Verzè: oltre 4mila interventi eseguiti tra il 2011 e il 2013 senza rispettare i "requisiti di accreditamento" e senza che le équipe mediche fossero al completo.
Lo scandalo dei "chirurghi fantasma"
In sostanza, all'interno delle sale operatorie dell'ospedale di via Olgettina venivano fatti figurare medici responsabili che in realtà erano assenti. L'inchiesta era partita nel gennaio 2013 da una segnalazione anonima di alcuni specializzandi della struttura, anche se poi i loro rappresentanti si erano dichiarati all'oscuro della vicenda. Fatto sta che il 25 gennaio del 2013 alcuni ispettori dell'Al arrivarono al San Raffaele, passando al setaccio schede e verbali di operazioni compiute tra il 7 e il 20 gennaio di quello stesso anno e trovando diverse irregolarità: interventi privi del "numero di operatori minimi previsti" o "sovrapposizione oraria fra due o più interventi", che avevano portato l'Asl a diffidare l'ospedale e a trasmettere gli atti in procura. L'avviso di chiusura indagini, secondo quanto scrive il quotidiano La Repubblica, è stato inviato la scorsa settimana a nove tra dirigenti e primari del San Raffaele. L'ospedale però respinge le accuse: secondo via Olgettina tutte le operazioni sono state fatte a regola d'arte.
La Regione ordina ispezioni in tutti gli ospedali
L'inchiesta ha però già avuto i suoi strascichi: Palazzo Lombardia ha invitato le 15 Asl regionali a potenziare le ispezioni negli ospedali, in cerca di irregolarità sia amministrative sia sanitarie. A sua volta, gli organi di controllo della Regione sono nel mirino della Corte dei conti della Lombardia, che ipotizza anche un omesso controllo e vogliono verificare l'operato dei Nuclei di controllo regionale dal 2011 in poi, per capire perché le ispezioni al San Raffaele siano iniziate solo due anni dopo.