I fratelli Singh, titolari dell’azienda, morti nell’incidente
in foto: I fratelli Singh, titolari dell’azienda, morti nell’incidente

Una giornata di lavoro come tante quella di ieri ad Arena Po conclusasi nel più tragico dei modi, con la morte di quattro persone: i fratelli indiani Tarsem e Prem Singh, di 45 e 48 anni e due dipendenti, il 38enne Hanjinder Singh e il 30enne Harminder Singh. Ad uno ad uno sarebbero caduti nella vasca di liquami che stavano svuotando finendo prima per perdere i sensi per la mancanza di ossigeno e per i gas presenti e poi per annegare nelle acque di quel pozzo che conoscevano bene e che avevano pulito decide e decine di volte. La dinamica del tragico incidente avvenuto ieri mattina nell'allevamento in provincia di Pavia, sembra comunque abbastanza chiara sia per il pm Antonio Cristillo che per il procuratore aggiunto di Pavia, Mario Venditti: è stato comunque aperto un fascicolo di inchiesta per omicidio colposo anche se il reato penale viene estinto con la morte degli stessi titolari dell'azienda.

Incidente sul lavoro ad Arena Po: così sono morti i quattro lavoratori

L'ipotesi più probabile è che uno dei dipendenti incaricato di svuotare la piccola cisterna trasferendo il contenuto su un'autobotte, sia sceso nel pozzo a causa di un guasto, forse un tubo ostruito che ha messo in stand by le operazioni. Una volta calatosi, a causa dei gas e della mancanza di ossigeno si sarebbe sentito male: a questo punto sarebbe giunto in suo soccorso un secondo dipendente che a sua volta, sceso nella cisterna, avrebbe perso i sensi. Così anche i due fratelli titolari, Prem e Tarsem, accorsi per aiutare i due dipendenti e morti a loro volta nella cisterna.

Ad accorgersi di quanto accaduto, diverse ore dopo la tragedia, il terzo dipendente dell'allevamento che si era allontanato dall'azienda la mattina presto al termine del turno e che è stato allertato dai famigliari dei proprietari preoccupati nel non rivedere i due fratelli tornare a casa per pranzo. Quando l'uomo si è sporto nella cisterna, larga quattro metri e profonda quasi due, ha notato un corpo galleggiare al suo interno. Immediatamente sul posto sono accorsi soccorritori e vigili del fuoco. È stato necessario per questi ultimi l'uso delle tute Nbcr – nucleare, batteriologico, chimico, radiologico delle maschere con bombola di aria compressa, per calarsi nella cisterna e recuperare i corpi. Operazione conclusasi solo nel primo pomeriggio dopo l'arrivo sul posto del magistrato che ha autorizzato la rimozione dei cadaveri.