"Un monumento per ricordare Felice Gimondi. È una buona idea, e m’impegnerò per realizzarla". Con queste parole il sindaco di Bergamo Giorgio Gori ha annunciato l'intenzione di onorare il grande ciclista, morto venerdì a 76 anni per un malore mentre nuotava nel mare di Giardini Naxos, vicino Taormina. Oggi a Paladina, uno dei paesi del Bergamasco dove è stato proclamato il lutto cittadino (gli altri sono Sedrina, paese natale del campione, e Almè) è stata aperta alle 7 la camera ardente. In tanti hanno voluto onorare Gimondi: potranno farlo fino alle 20, quando la chiesetta adiacente alla chiesa parrocchiale di Sant'Alessandro Martire verrà chiusa. Domani, alle 11, proprio nella chiesa parrocchiale saranno celebrati i funerali che verranno trasmessi in diretta da RaiSport: in previsione di una massiccia partecipazione (duemila le persone attese) la piazza antistante la parrocchia sarà chiusa a partire dalle 8 di mattina.

Gori: Gimondi simbolo che travalica la dimensione dello sport e abbraccia la vita

Alla vigilia dell'ultimo saluto a Felice Gimondi il sindaco di Bergamo, raccogliendo sollecitazioni arrivate da più parti, ha dato il suo benestare a un monumento che ricordi il grande campione del ciclismo, uno dei sette corridori al mondo capaci finora di vincere almeno un'edizione delle tre corse a tappe più importanti: Tour de France, Giro d'Italia e la Vuelta spagnola. "Sono convinto che onorare Gimondi, per Bergamo, voglia dire di più che celebrarne la grandezza sportiva. Felice Gimondi ha rappresentato la migliore sintesi dei valori della nostra terra, quelli nei quali vogliamo ancora oggi ritrovarci e che desideriamo che i nostri figli facciano loro e tramandino – ha scritto Giorgio Gori su Facebook. "Da bambino non lo capivo, allora facevo il tifo per Eddy Merckx – ha aggiunto il sindaco -. Ai bambini piacciono i vincenti e Merckx , il ‘cannibale', vinceva quasi sempre. E’ stato crescendo che ho imparato ad amare Gimondi – che ho poi conosciuto e trovato irresistibile nella sua semplicità e simpatia. Ho amato ‘a posteriori' le sue sconfitte almeno quanto le sue vittorie, forse di più. Perché è per le sconfitte, per i tanti secondi posti conquistati senza mai arrendersi, oltre che per i trionfi, che Felice Gimondi è diventato Gimondi, un simbolo che travalica la dimensione dello sport e abbraccia la vita".

Bergamo lo ricorderà per sempre

Il sindaco ha detto di aver già parlato del monumento con la giunta, trovando consenso unanime: "Mi piacerebbe lanciare un concorso per scegliere l’artista e il soggetto più adatti a rappresentarlo – ma penso a un’opera semplice, che parli a tutti – e fors’anche una sottoscrizione popolare per finanziarla. Abbiamo tempo per pensarci, oltre che ragionare su dove collocarla. Mi piace però anticipare questa volontà dell’amministrazione comunale di Bergamo alla vigilia del suo ultimo saluto. Che Felice sappia, mentre si allontana in bicicletta, che Bergamo lo ricorderà per sempre".