Vuoto e allagato. Così al debutto mondiale dell'Expo milanese si è presentato il padiglione dedicato ai prodotti bio del Mediterraneo gestito dalla Sicilia e che dovrebbe accogliere 11 paesi delle due sponde del Mare Nostrum. Il cluster così non è potuto essere disponibile, e il dirigente regionale ed ex assessore Dario Cartabellotta, scopa e paletta alla mano, denuncia come "la società che gestisce Expo e che avrebbe dovuto consegnarci il padiglione pulito e bonificato ce lo ha invece lasciato in condizioni di assoluta sporcizia". Un vero e proprio flop per il momento la vetrina dedicata ai prodotti mediterranei, annunciato come vero e proprio fiore all'occhiello della presenza italiana a Expo con i suoi prodotti tradizionali e che fanno invidia a tutto il mondo. Ma le cose per ora non sono andate come da programma e Cartabellotta alza la voce: "Ho chiamato i vertici di Expo per dire loro che i problemi del padiglione devono essere risolti al più presto. Altrimenti, sia chiaro: noi siamo pronti ad andarcene".

Al momento alla Regione Sicilia il bicluster è costato ben 3 milioni di euro, soldi che l'amministrazione però non ha ancora tirato fuori e che è pronta a tenersi nel portafoglio: "Se entro pochi giorni non sarà tutto in ordine, riconoscendo il ruolo fondamentale dei Paesi del Mediterraneo, non verserò un solo centesimo di quelli messi in bilancio", dichiara l'assessore all'Agricoltura Nino Caleca.  "Quella del commissario del cluster Mediterraneo per l'Expo Dario Cartabellotta, armato di scopa e paletta per pulire il padiglione sporco ed allagato è l'immagine di una Sicilia che cade a pezzi, che ben si contestualizza nel grande bluff di Expo Milano", ha invece commentato l'eurodeputato 5 Stelle Ignazio Corrao.