Ecco chi rubava le biciclette di lusso a Milano

Immagine
Sgominata una banda di 8 uomini e 4 donne di origine ucraina e rumena, specializzati nel furto di biciclette di lusso. Il ricettatore era un italian, proprietario di un capannone dove depositava il materiale rubato.

La bellezza di 230mila euro, il bottino complessivo guadagnato da una banda composta da 8 uomini e 4 donne di nazionalità rumena e ucraina, specializzata nel furto di biciclette di lusso, ognuna dal valore di 4/5 mila euro ciascuna. Avevano colpito ben 4 volte a Milano, Roma e Rimini, zone scelte appositamente in luoghi lontani per non farsi scoprire. La banda è stata fermata dai carabinieri del nucleo operativo radiomobile e del comando di compagnia di Sesto San Giovanni, che dopo indagini durate più di anno, dove hanno seguito passo passo i movimenti dei ladri, hanno analizzato tutti i colpi a partire dal primo, ai danni di una famosa ditta di bici da corsa di Cusano Milanino, dove i malviventi, utilizzando un camion ariete e due auto come pali, avevano sfondato i cancelli per poi rubare una serie di bici in titanio e svariati materiali pregiati, per un bottino totale di 80 mila euro, per poi colpire a luglio in via Teodosio a Milano, dove però in tre furono arrestati prima di concludere il furto, e, successivamente, a settembre a Pomezia e all'inizio di questo ottobre a Cattolica.  La banda, che aveva anche fatto irruzione in due lussuosissimi appartamenti milanesi rubando merce di valore, è stata poi "pizzicata" con la scusa di un controllo anti droga, dove due dei 12 sono stati trovati rispettivamente con 80 e 100 grammi di cocaina.

Il gruppo di professionisti del furto, agiva di notte, arrivava con un grosso furgone e sfondava in retromarcia la saracinesca dei magazzini da svaligiare; in pochi minuti caricava tutto all'interno e ripartiva. Gli inquirenti, dopo i fermi, sono giunti al ricettatore delle bici: un 51 enne, italiano, già noto alle forze dell'ordine, e proprietario di un capannone in provincia di Pavia, dove sono state trovate decine e decine di ruote. Ora le indagini proseguiranno per stabilire se le bici erano destinate ad un mercato clandestino italiano o straniero.

15 CONDIVISIONI
autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views