Chiara Alessandri (a sinistra) e Stefania Crotti, la mamma uccisa e bruciata a Gorlago.
in foto: Chiara Alessandri (a sinistra) e Stefania Crotti, la mamma uccisa e bruciata a Gorlago

Andrà a processo Chiara Alessandri, la donna accusata di aver ucciso lo scorso 17 gennaio a Gorlago la moglie del suo ex amante, Stefania Crotti. Il giudice per le indagini preliminari di Brescia Alberto Pavan ha infatti rinviato a giudizio la donna che è accusata di omicidio volontario aggravato dalla premeditazione e soppressione di cadavere: Chiara Alessandri ha scelto il rito abbreviato e la prima udienza è stata fissata per il 27 febbraio. "Abbiamo chiesto e ottenuto il rito abbreviato. Ho chiesto che l'imputata possa spiegare in aula la sua versione dei fatti. La signora è pentita – il commento dell'avvocato Gianfranco Ceci, legale di Chiara Alessandri – nessuno nega il delitto, ma neghiamo invece la premeditazione e che sia stata lei a dare fuoco al corpo". L'avvocato ha spiegato che la donna sta affrontando un "percorso di pentimento".

Il delitto di Stefania Crotti, uccisa e poi data alle fiamme

Secondo quanto ricostruito dalle indagini, Chiara Alessandri avrebbe organizzato il delitto di Stefania Crotti giorni prima: ad aiutarla inconsapevolmente l'amico Angelo Pezzotta, estraneo all'inchiesta e convinto attraverso uno stratagemma a portare la vittima a casa della Alessandri. Una volta giunta qui la 44enne avrebbe dato il via a un litigio, finendo per colpire Stefania in testa con un martello, caricarla sulla sua auto e infine da Gorlago trasportarla in un bosco di Erbusco. È qui che poi Chiara avrebbe dato alle fiamme il corpo, ancora vivo, prima di tornare a casa. Accusa quest'ultima sempre rigettata dalla 44enne che invece ha raccontato di aver caricato il corpo a bordo dell'auto e di averlo abbandonato in un campo di Erbusco, in Franciacorta, nel Bresciano, senza però darlo alle fiamme. L'imputata inoltre ha sempre raccontato di aver sì litigato con Stefania ma di non averla colpita: secondo il suo racconto la 42enne sarebbe infatti scivolata sbattendo mortalmente la testa. Una versione non ritenuta credibile dai magistrati secondo cui Chiara avrebbe ideato il delitto nei minimi dettagli, avrebbe attirato la vittima in una trappola scrivendo un finto biglietto da parte del marito per convincerla ad andare a casa sua e poi ucciderla. Un omicidio efferato e premeditato, compiuto con freddezza e lucidità: Chiara Alessandri si trova in carcere dallo scorso 19 gennaio e nonostante le varie richieste del suo difensore, Gianfranco Ceci, sono state rigettate le istanze di scarcerazione.