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Blitz della guarda di finanza di Brescia che questa mattina all'alba sta eseguendo 22 misure di custodia cautelare nei confronti di altrettante persone accusate di associazione per delinquere, aggravata dalla transnazionalità, finalizzata alla frode fiscale. L'operazione, denominata "Evasione continua" e  coordinata dalla procura di Brescia con il supporto del Servizio centrale investigativo criminalita organizzata di Roma, ha portato alla scoperta di una vera e propria "fabbrica" dedicata all'evasione fiscale che avrebbe messo a punto "false operazioni" per circa mezzo miliardo di euro, con circa 80 milioni di illeciti guadagni e riciclaggio internazionale dei proventi. Delle 22 persone arrestate, 15 sono finite in carcere e 5 ai domiciliari. Due persone sono all'estero e non sono ancora state raggiunte dall'ordinanza di custodia cautelare.

False operazioni per mezzo miliardo di euro

Nell'inchiesta avviata mesi fa sarebbero 85 le persone indagate a piede libero dalla Procura di Brescia, un centinaio complessivamente tra Brescia, Bergamo, Milano, Mantova, Perugia, Lodi: tra queste c'è anche un monsignore che avrebbe favorito il tentativo di aprire un conto allo Ior sul quale depositare soldi frutto dell'evasione. Truffa poi scoperta dalla Polizia vaticana. Tra i 22 arrestati invece ci sono tre commercialisti e altrettanti avvocati. Sono accusati a vario titolo di associazione a delinquere finalizzata a frode fiscale e riciclaggio: secondo quanto emerso avrebbero portato all'estero i soldi depositati su conti correnti in Croazia e Ungheria. Sequestrati oltre due milioni di euro.