Luca Carissimi e Matteo Ferrari
in foto: Luca Carissimi e Matteo Ferrari

È accusato di omicidio volontario M.S. il 33enne che nella notte tra sabato e domenica ha investito con l'auto Luca Carissimi e Matteo Ferrari, uccidendo sul colpo il primo e ferendo gravemente il secondo. L'uomo che si è costituito alla polizia poche ore dopo l'investimento era finito in carcere con l'accusa di omicidio stradale e omissione di soccorso: questa mattina la procura di Bergamo ha però mutato l'ipotesi di reato in omicidio volontario per quanto riguarda la morte del 21enne Luca Carissimo e di tentato omicidio volontario in merito al ferimento di Matteo Ferrari che si trova ricoverato in condizioni disperate all'ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo. Secondo quando ipotizzato dunque dagli inquirenti il 33enne, risultato positivo all'alcoltest, avrebbe volontariamente speronato la Vespa sulla quale viaggiavano i due amici di Bergamo, con la sua Mini Cooper: a conferma ci sarebbero le immagini delle telecamere di videosorveglianza presenti sulla strada di Azzano San Paolo dove è avvenuto il terribile incidente che mostrano la vettura di M.S. affiancare la Vespa di Carissimi e Ferrari prima di travolgerla.

Ragazzi investiti a Bergamo: il 33enne arrestato ripreso dalle telecamere

Alla base del folle gesto ci sarebbe un doppio litigio avvenuto nel locale Setai di Orio al Serio durante la serata di sabato dove i due amici hanno trascorso la serata: è qui che avrebbero fatto apprezzamenti poco graditi alal fidanzata del 33enne che avrebbe dato vita a una discussione iniziata nel locale e terminata nel parcheggio. Entrambe le volte sarebbe stata fermata da un buttafuori del locale. Versione questa raccontata da M.S. arrestato nella mattinata di ieri. Dopo che gli inquirenti lo hanno ascoltato è stato colto da un malore che lo ha portato a un ricovero in ospedale. Poi in serata è stato trasferito in carcere in attesa della convalida dell'arresto: è ora a disposizione del pubblico ministero. Per mercoledì 7 agosto è previsto l'interrogatorio dal giudice per le indagini preliminari.