Sono poche le certezza sulla morte di Domenico Murantonio, lo studente del Liceo Nievo precipitato dal balcone di un albergo durante la gita scolastica all'Expo la notte dello scorso 10 maggio. Tra queste ci sono i risultati del test alcolemico eseguito sul sangue e sulle urine dello studente padovano. Sono stati rilevati 3,27 grammi di alcol ancora da smaltire nel suo stomaco, un grammo nel sangue ed un grammo nelle urine. Il limite di grammi che definisce lo stato di ebbrezza per il codice della strada è di 0.5 grammi. Domenico dunque aveva bevuto molto quella sera, probabilmente aveva bevuto anche poco prima di volare nel vuoto.

La ricostruzione dell'ultima notte di Domenico Murantonio.

È plausibile immaginare che il ragazzo non abbia certo bevuto da solo, visto anche il contesto della gita scolastica. Una bottiglia, infatti, è stata ritrovata nella camera dove alloggiavano i ragazzi. Nel corridoio del quinto piano, da dove è volato giù Domenico, non sono state invece state trovate bottiglie si alcolici. Ma i compagni di stanza, interrogati più volte, hanno sempre sostenuto di non sapere nulla e di essersi accorti dell'assenza di Domenico solo il giorno dopo alle 7.30 quando si sono svegliati. Per gli inquirenti tutto è avvenuto tra le 5.20 e le 7.30 di domenica 10 maggio, un buco di due ore in cui gli avvenimenti hanno accompagnato Domenico alla morte. Uno dei compagni di classe ha raccontato ai magistrati di aver visto Domenico in stanza introno alle 5 che si lavava i capelli. Ricorda di essersi svegliato una prima volta verso le 6.30 e di aver notato l'assenza di Murantonio, pensando fosse in bagno. Oltre al buco di due ore nella morte di Murantonio c'è anche la misteriosa presenza di un uomo, notato sempre al quinto piano dell'albergo da dove Domenico è volato giù. Un uomo sui 50 anni, calvo e con la barba, che è stato notato diverse volte dalle ragazze che alloggiavano nella camera 531, proprio quella più vicino alla finestra da dove è caduto Domenico.