Mentre a Roma la Brigata ebraica, e a ruota il Partito democratico, non sfileranno per il corteo del 25 aprile, a Milano le bandiere bianco azzurre con la stella di David, accompagnate dalla Comunità ebraica ci saranno eccome, nonostante le annunciate (e ormai consuete) contestazioni. Ieri Gabrielle Besso e Milo Hasbani, copresidenti della Comunità ebraica milanese, hanno incontrato il questore. "Vedo cambiato il 25 Aprile. Sta entrando molto la politica. C’è chi sfila contro di noi. E noi dobbiamo stare in corteo scortati dalla digos e dai carabinieri. Non siamo liberi. È normale?", così Davide Romano, assessore alla Cultura della Comunità.

Intanto l'Anpi blinda la presenza della Brigata ebraica, formazione inquadrata nelle truppe regolari alleate che, contando sull'arruolamento volontario degli ebrei presenti nel Protettorato britannico in Palestina, partecipò alla Liberazione. "Da quest’anno la Comunità ebraica è stata coinvolta nel Comitato permanente antifascista che organizza il corteo del 25 Aprile dal 1969 e del quale fanno parte organizzazioni sindacali, partiti politici, associazioni", spiega Roberto Cenati presidente dell'Anpi.

Ancore polemiche inoltre sulle commemorazioni dei caduti repubblichini al Cimitero Maggiore, diventato ormai un appuntamento fisso il 25 aprile per l'estrema destra, tra marcette militari e saluti romani. Nonostante le richieste del sindaco Giuseppe Sala, e le pressioni della sinistra e dei sindacati, il prefetto Luciana Lamorgese e il questore Marcello Cadorna hanno spiegato di non poter ‘fermare' la commemorazione, ma che vigileranno su ciò che accadrà.