Una radioterapia rivoluzionaria per combattere i tumori più delicati, quelli che colpiscono i bimbi, quelli situati vicino a organi vitali o in aree particolarmente sensibili alla tossicità dei raggi come quelli del cervello o della spina dorsale, o ancora quei tumori che non rispondono più alla radioterapia. Il nuovo Proton Center dello Ieo, l'Istituto Europeo di Oncologia, è basato sull'utilizzo di una radioterapia con protoni (quella tradizionale utilizza i fotoni) e sarà operativo già a fine 2020.

“La terapia protonica è una forma superiore di radioterapia. Grazie alle proprietà fisiche dei protoni, la metodica permette, rispetto alla radioterapia convenzionale con fotoni, di risparmiare meglio i tessuti sani circostanti e di convogliare una dose maggiore di energia sul tumore", spiega il Prof Roberto Orecchia, Direttore Scientifico IEO e Professore di Radioterapia all’Università di Milano. Secondo le stime mondiali, il 20 per cento dei pazienti oncologici potrebbe beneficiare da questo tipo di terapia, ma attualmente solo lo 0,8 dei malati trattati con radioterapia viene sottoposto a un trattamento con i protoni. In Italia circa 7/10mila pazienti potrebbero essere sottoposti alla nuova radioterapia. "Va precisato – spiega il professor Orecchia – che la protonterapia non sostituirà la radioterapia, ma la affiancherà e ne integrerà l’azione terapeutica. Oggi, come è avvenuto per tutte le nuove tecnologie di cura, la prima barriera a un utilizzo estensivo dei protoni sono i costi. A parte l’investimento iniziale necessario per l’apparecchiatura, un trattamento con protoni ha un costo superiore al più elaborato trattamento con i fotoni. La soluzione è la cosiddetta stratificazione: somministrare la terapia al paziente che ha maggiori probabilità di averne il massimo beneficio. Tutti i principali studi clinici del mondo stanno confrontando l’efficacia delle due metodiche, fotonterapia e protonterapia, in ampi gruppi di pazienti".

Come funziona la protonterapia.

Nella protonterapia i protoni (particelle molto più pesanti dei fotoni) vengono accelerati fino ad una velocità pari a circa metà della velocità della luce. Vengono poi concentrati in fasci e rilasciati con estrema precisione sulla sede del tumore. L'accelerazione conferisce ai protoni un'energia che può raggiungere i 230 Mega Electron Volt contro i 30 MeV della fototerapia. Il principale vantaggio dei protoni è che la maggior parte dell'energia viene rilasciata solo sulla massa tumorale e quindi non danneggia i tessuti sani.