Il 7 dicembre Milano celebra il suo Santo patrono, Sant'Ambrogio. Il vescovo, nato a Treviri e vissuto nel Quarto secolo dopo Cristo, ha lasciato dietro di sé innumerevoli leggende (qui ne raccontiamo alcune), ma anche un'eredità concreta per quanto riguarda il culto liturgico, il cosiddetto rito ambrosiano. Un rito che differenzia Milano e altre città vicine dal resto d'Italia. Per quanto alcune caratteristiche siano precedenti all'opera del vescovo e Santo patrono di Milano, è da lui che hanno preso il nome. Dal periodo di Avvento più lungo al Carnevale che si protrae fino al sabato che precede la prima domenica di Quaresima, ecco alcune differenze e curiosità rispetto al rito latino tradizionale.

Sei domeniche di Avvento

Nel rito ambrosiano il periodo di Avvento è più lungo, e dura sei domeniche anziché quattro. Il motivo storico alla base di ciò è che Ambrogio, quando arrivò a Milano alla fine del Quarto secolo dopo Cristo, dovette combattere con l'eresia allora più diffusa, l'arianesimo. Gli ariani, tra le altre cose, negavano la doppia natura di Cristo, insieme umana e divina, della quale il Natale rappresenta il momento fondamentale. Ed ecco che allora Ambrogio volle dare maggior peso e importanza a questo momento fondamentale della Cristianità, prolungando il periodo di attesa e riflessione del miracolo della venuta in terra di Gesù.

Carnevale Ambrosiano tra leggenda e verità

Tutti coloro che abitano o sono passati a Milano nei giorni di Carnevale, sanno bene che in città la festa si prolunga oltre il martedì grasso, e finisce il sabato che precede la prima domenica di Quaresima. La leggenda vuole che il prolungamento si debba a una richiesta di Sant'Ambrogio, che non si trovava in città e avrebbe chiesto ai suoi concittadini di aspettarlo. In realtà, si tratta semplicemente di un motivo legato al calendario: secondo il rito Ambrosiano l'inizio della Quaresima, inteso come periodo di penitenza e non digiuno in senso stretto, parte non dal Mercoledì delle Ceneri, ma dalla domenica successiva. Si tratta di un'interpretazione più legata alle origini del cristianesimo, che fu modificata nel rito romano a partire dal Medioevo. Ecco perché, a Milano, il Carnevale "dura di più".

Le differenze all'interno della Santa messa

Nel rito ambrosiano la domenica riveste un ruolo centrale. La sua celebrazione inizia dal tramonto del giorno precedente: la messa vespertina del sabato ha valore di messa vigiliare. All'interno della Santa messa i fedeli che vengono da altre parti d'Italia potrebbero rimanere un po' sorpresi da alcune piccole differenze presenti nel rito. Innanzitutto il "kyrie eleison" (Signore pietà in greco), atto penitenziale tipico che nella liturgia ambrosiana sostituisce il "Cristo pietà" del rito romano. A Milano la triplice invocazione viene sempre proclamata in greco, e mai in italiano. Il "kyrie eleison" è proclamato anche alla fine della Messa, prima della benedizione. Quando il sacerdote proclama "Andiamo in pace", i fedeli non rispondono "Rendiamo grazie a Dio" come nel rito romano, ma "Nel nome di Cristo".

Queste altre piccole differenze: lo scambio della pace non è prima della Comunione, ma dopo la lettura del Vangelo. Anche per questo, nella Messa ambrosiana manca la triplice invocazione "Agnello di Dio, che toglie i peccati del mondo, abbi pietà di noi".

Tante sono le altre peculiarità del rito ambrosiano rispetto a quello romano, che riguardano i paramenti liturgici, la celebrazione di riti specifici come il rito del faro o del lucernario e la celebrazione del Santo Chiodo, reliquia della croce di Cristo conservata nell'abside del Duomo. In alcuni casi si tratta di dettagli, che però testimoniano l'impronta profondissima lasciata dal Santo patrono su Milano e sull'intera Cristianità.