La tomba di Gianfranco Funari (Foto Fanpage.it)
in foto: La tomba di Gianfranco Funari (Foto Fanpage.it)

"Ho smesso di fumare. Manco da qui taccio!". Questi sono i singolari epitaffi che compaiono sulla lapide della tomba di Gianfranco Funari, il celebre giornalista e conduttore televisivo i cui resti riposano al Cimitero Monumentale di Milano. Funari è uno dei tanti personaggi celebri sepolti in quello che è considerato un "museo a cielo aperto" per la qualità architettonica di alcune delle tombe che si possono incontrare, vere e proprie opere d'arte.

Chi era Gianfranco Funari

Funari è morto il 12 luglio del 2008, all'età di 76 anni. Era nato a Roma il 21 marzo del 1932 e quel suo accento romano lo ha sempre contraddistinto sul piccolo schermo, prestandosi anche a tante imitazioni, tra le quali resta celebre quella di Corrado Guzzanti. Autodefinitosi "il giornalaio più famoso d'Italia", dopo l'esordio a Telemontecarlo Funari ha avuto una lunga carriera all'interno di emittenti televisive nazionali e private. Una delle sue frasi celebri è la seguente: "Nella mia carriera televisiva mi son fatto due scopate, Rai e Mediaset". È infatti alle reti del servizio pubblico e a quelle di Silvio Berlusconi (dove approdò negli anni Novanta, quando si chiamava ancora Finivest) che Funari è sempre stato più legato, nonostante rapporti non sempre idilliaci per via del suo carattere schietto e del suo stile comunicativo diretto.

Dove trovare la tomba di Funari al Monumentale

Funari morì all'ospedale San Raffaele di Milano, dov'era stato ricoverato a causa dei suoi problemi di salute. Già in passato il conduttore, che fumava moltissime sigarette, aveva subito interventi chirurgici anche gravi, come l'installazione di cinque bypass. I funerali del conduttore si tennero nella chiesa milanese di San Marco e all'interno della bara, per volontà dello stesso Funari, furono deposti tra gli altri oggetti tre pacchi di sigarette e un telecomando per la tv. La tomba di Funari si trova nel colombaro all'interno della Galleria E-O di levante inferiore del Cimitero Monumentale: i due epitaffi, un po' consunti ma ancora leggibili, strappano un sorriso ai visitatori che si trovano a passare davanti alla lapide, posata solo nel 2013.