La candidata sindaco del centrodestra a Malnate, Daniela Gulino
in foto: La candidata sindaco del centrodestra a Malnate, Daniela Gulino

Un'alleanza tra il Movimento 5 Stelle e il centrodestra in vista del ballottaggio per le elezioni comunali a Malnate (Varese). La notizia dell'inedito e sorprendente apparentamento (i 5 Stelle infatti da sempre scelgono di non schierarsi al secondo turno delle elezioni amministrative) ha preso alla sprovvista anche i vertici del Movimento, che prendono le distanze.

Elezioni comunali a Malnate: al ballottaggio scontro tra Bellifemine e Gulino

Tutto parte dalla sconfitta del Movimento 5 Stelle al primo turno delle elezioni comunali di Malnate. Dopo il voto del 26 maggio, nel comune del Varesotto vanno al ballottaggio Maria Irene Bellifemine per il centrosinistra con il 45,48 per cento e Daniela Gulino per il centrodestra con il 38,69 per cento. Il candidato pentastellato Domenico Mancino ha raccolto il 7,24 per cento, finendo dietro anche all'esponente di Fratelli d'Italia, Sandro Damiani, al 8,59 per cento. In vista del voto di domenica 9 giugno Daniela Gulino può contare sull'appoggio di Fdi, ma anche, a sorpresa, su quello del M5S.

Come è potuto accadere? La vicenda ha un risvolto famigliare perché Giovanni Gulino, padre di Daniela, è uno storico esponente del M5S di Malnate. Pur non essendo né tra i candidati né tra gli iscritti, è stato lui a mettere la firma sull'apparentamento con le liste di Lega e Forza Italia. Tutto questo alle spalle del candidato sindaco 5 Stelle, Domenico Mancino, tenuto all'oscuro degli accordi. Tra i militanti del Movimento si è sfiorata la rissa.

I vertici del M5S prendono le distanze: Nessuna alleanza con altre liste

"Il Movimento 5 Stelle non fa nessun accorpamento o alleanza con altre liste in provincia di Varese, lo abbiamo detto in modo molto chiaro", spiega il consigliere regionale del M5S Roberto Cenci, che con il senatore Gianluigi Paragone e il deputato Nicolò Invidia ha condannato quanto avvenuto a Malnate. "Diciamo che è successo un pasticcio, una persona che non è portavoce e non ha nessun ruolo nel Movimento è andata a fare comunella con una lista. Ma l'unico che poteva prendere quella decisione, l'unico detentore del simbolo, era il candidato Domenico Mancino, che non ne sapeva nulla", ha spiegato Cenci a Fanpage.it. Ora però gli elettori rischiano di trovarsi sulla scheda il simbolo del M5S accanto al nome della candidata di centrodestra. "È una cosa ridicola, il deputato Invidia si è mosso a Roma per bloccarla – ha aggiunto il consigliere regionale -. Gli elettori al ballottaggio faranno quello che vorranno, potranno votare una delle due candidate oppure scheda bianca, il Movimento non ha mai dato indicazioni di voto".