Svolta nelle indagini sul cadavere di un uomo trovato nella sua casa di Voghera (Pavia) col cranio spaccato. Dopo una lunga serie di interrogatori e di accertamenti, proseguiti per tutta la notte, i carabinieri della città lombarda hanno infatti fermato un uomo con l'accusa di aver ucciso il 47enne Franco Catracchia. Si tratta di Z.M.L., 56enne di origine tunisina in Italia senza fissa dimora. L'uomo, irregolare in Italia e già oggetto di decreti di espulsione per via dei suoi precedenti penali, ha ucciso Catracchia sfondandogli il cranio con una sbarra di metallo dopo una lite legata allo spaccio di droga.

L'omicidio è stato particolarmente cruento.

Secondo quanto ricostruito dalle indagini dei carabinieri di Pavia, che si erano subito orientate verso l'ambiente della tossicodipendenza e dello spaccio, il tunisino ultimamente era stato ospitato dalla vittima, con la quale condivideva il consumo e lo spaccio di stupefacenti. Sarebbe stata proprio una non corretta valutazione su una dose di droga, ceduta per una contropartita di altra droga non equivalente, a originare la lite che è risultata fatale al 47enne. L'omicidio, secondo quanto appurato dai carabinieri, è stato particolarmente cruento: tanto che cinque denti della vittima sono stati trovati sul pavimento del monolocale in cui è avvenuto il delitto. Anche l'arma dell'omicidio, che in un primo momento non era stata ritrovata, è stata recuperata dai carabinieri: era stata gettata nei campi poco distanti dal luogo del delitto.

Il cadavere scoperto la sera del 7 gennaio.

Sul fronte degli interrogatori le attenzioni degli inquirenti si erano dapprima concentrate in particolare su una donna che conosceva la vittima. L'ipotesi che ad aver ucciso il 47enne potesse essere stato un conoscente era avvalorata anche dal fatto che, quando il cadavere è stato scoperto (da un vicino di casa), la porta dell'abitazione in via Negrotto Cambiaso, alla periferia di Voghera, era aperta: segno che forse l'uomo ha aperto al suo assassino.

Il cadavere di Franco Catracchia era sul letto, con il cuscino sporco di sangue per le ferite sul cranio. La vittima, romano di nascita ma residente a Voghera da oltre 15 anni, in passato aveva avuto problemi di alcolismo: non aveva un lavoro fisso e si faceva aiutare da conoscenti e istituzioni religiose per pagare l'affitto della modesta abitazione in cui viveva. È stato visto per l'ultima volta lo scorso 3 gennaio: poi, la sera del 7 gennaio, la macabra scoperta del suo cadavere.