in foto: Roberto Scapolo e sua moglie, Loretta Gisotti, assassinata dal marito

Roberto Scapolo, l'uomo che il 16 luglio del 2016 uccise la moglie a martellate, è stato condannato a 18 anni e 8 mesi di carcere dal giudice per l'udienza preliminare di Varese Alessandro Chionna. La mattina del 16 luglio Scapolo, 47 anni, poco prima di partire per le vacanze in Toscana assieme alla moglie Loretta Gisotti, la colpì tre volte con un martello. Poi, quando la donna era a terra, il 47enne si gettò su di lei, strangolandola. Il delitto avvenne nel giardino della villetta della coppia, a Laveno Mombello, in provincia di Varese. Subito dopo l'omicidio Scapolo coprì il corpo della moglie con un telo, si recò alla caserma dei carabinieri e confessò il delitto.

"Ho perso il controllo"

Nelle udienze precedenti del processo a suo carico il 47enne, difeso dall'avvocato Paolo Bossi, aveva affermato di aver "perso il controllo". L'efferato omicidio sarebbe maturato in un periodo in cui i rapporti tra i due coniugi erano tesi: a scatenare la furia omicida dell'uomo sarebbe stato, secondo il suo racconto, un rimprovero mosso dalla moglie al marito. Il contesto familiare difficile era stato citato dalla mamma dell'assassino come "attenuante" per l'ingiustificabile gesto del figlio, sollevando non poche polemiche. Il pubblico ministero di Varese Flavio Ricci durante la sua requisitoria aveva chiesto 16 anni di condanna per Scapolo. La sentenza di primo grado del gup è stata dunque leggermente superiore alle richieste.