Dopo l'allarme legionella, nell'hinterland milanese arriva anche la scabbia. È successo a Cesate, all'interno della scuola primaria Luinetti di via Bellini. Come racconta Il Giorno, un bambino ha iniziato a manifestare i sintomi della malattia una decina di giorni fa. Da allora, il bimbo sta seguendo le cure prescritte da uno specialista e non ha più frequentato la scuola, in maniera da evitare di contagiare i suoi compagni. La scabbia, infatti, causata da un acaro, è un'infezione non pericolosa, ma fastidiosa e contagiosa, che causa un intenso prurito allergico e può evolvere in una forma più grave. Il periodo in cui si possono manifestare i sintomi dopo l'infezione varia da quattro a sei settimane. Per questo, nonostante tutti stiano rassicurando i genitori degli altri alunni della scuola, l'Asl ha invitato tutte le famiglie a sottoporre i propri bambini a una semplice profilassi per evitare altri casi di contagio. Le autorità, comunque, riferiscono che "si tratta di un episodio singolo e sporadico e di natura strettamente familiare".

Un bambino colpito da scabbia a Cesate.

Predica tranquillità anche il sindaco del piccolo comune alle porte di Milano, Giancarla Marchesi: "Il bambino non frequenta la scuola da dieci giorni, la situazione è assolutamente sotto controllo. Ai genitori dei bambini che frequentano la scuola voglio dire che non ci sono motivi per allarmarsi". Non sarà necessario nemmeno disinfettare i locali scolastici, anche se l'Asl Milano 1, in una lettera ha invitato tutti i genitori a tenere sott'occhio i proprio figli fino a metà dicembre, quando il periodo di incubazione del parassita sarà passato. Segnali sospetti potrebbero essere eventuali eruzioni cutanee o arrossamenti sospetti sulla pelle dei bambini.

Il tema della protezione dei bambini da malattie causate da batteri e parassiti, come scabbia, legionella e salmonella, sembra però essere molto sentito da tutti i milanesi, anche per il riproporsi nell'ultimo periodo di notizie di contagi. A Niguarda, quartiere a nord di Milano, le indagini della Asl hanno riscontrato il batterio della legionella in oltre 300 abitazioni. Mentre sarà stato accolto con un po' di perplessità l'invito – in realtà un ordine – rivolto dal sindaco di Bresso ai suoi concittadini: lavarsi con acqua a 65 gradi, per scongiurare sempre la legionella. Con il rischio però di ustionarsi.