Venticinque anni fa, dal Pio Albergo Trivulzio di Milano, arrivava la spallata che avrebbe fatto cadere la cosiddetta Prima Repubblica. Il 17 febbraio del 1992 veniva infatti arrestato in flagrante, mentre intascava una mazzetta di sette milioni di lire, l'allora presidente del Trivulzio – storica struttura di assistenza geriatrica a Milano che gestisce un vasto patrimonio immobiliare – Mario Chiesa.

Le manette all'esponente socialista milanese, definito "un mariuolo" dal suo segretario di partito, Bettino Craxi, fecero deflagrare la più grande inchiesta di corruzione di sempre della storia italiana: "Mani pulite". Milano diventò Tangentopoli, termine coniato dal giornalista Piero Colaprico e che finì col designare non solo il capoluogo lombardo, ma tutto il Paese e la stessa vicenda giudiziaria.

Gli arresti, le condanne, i suicidi.

Alla fine Mario Chiesa non fu il solo ad essere arrestato: tra il 1992 e il 1997 furono oltre 4.500 le persone indagate, delle quali oltre 1.200 finirono con l'essere condannate. Tangentopoli fu un terremoto che, partito da Milano, scosse tutta l'Italia. Non ci furono solo indagini, arresti, condanne, politici e imprenditori coinvolti. Ci furono purtroppo anche molti suicidi. Alcune delle persone lambite o coinvolte nelle indagini del pool di "Mani pulite" – il gruppo di magistrati della procura di Milano – si suicidarono: l'onorevole Sergio Moroni (deputato Psi), il presidente dell'Eni Gabriele Cagliari, l'imprenditore della Montedison Raul Gardini (trovato morto nella sua casa a Palazzo Belgiojoso, a Milano), per citare i casi più eclatanti. Senza per questo voler sminuire i tanti piccoli imprenditori e politica locali che non seppero reggere la pressione di quegli anni.

I magistrati del pool "Mani Pulite" e il loro rapporto con Milano.

Per diversi anni il quarto piano del tribunale di Milano, quello dove si trova la procura, restò al centro dell'attenzione mediatica (e non solo) di tutta Italia. I nomi di Antonio Di Pietro, Francesco Saverio Borrelli, Gerardo D'Ambrosio, Gherardo Colombo, Piercamillo Davigo, Francesco Greco, per citare alcuni dei magistrati che hanno fatto parte del pool, sono ben impressi nella mente di italiani e milanesi in particolare. Molti di loro ricoprono ancora un ruolo importante nelle istituzioni cittadine e lombarde: da Di Pietro presidente di Pedemontana a Francesco Greco, oggi procuratore della Repubblica. Fino a Gherardo Colombo, chiamato dall'attuale sindaco Beppe Sala a presiedere un Comitato per la legalità, la trasparenza e l'efficienza amministrativa.