Claudio Giardiello, il killer del tribunale di Milano responsabile di tre omicidi e del ferimento di altre due persone, è stato condannato a 4 anni e mezzo di carcere per bancarotta. L'immobiliarista era a processo proprio per il crac della sua società, l'Immobiliare Magenta, quando compì la strage.

La strage la mattina del 9 aprile 2015.

Era la mattina del 9 aprile 2015: Giardiello riuscì a superare i controlli all'ingresso del palazzo di giustizia milanese introducendo una pistola all'interno del tribunale di Milano. Poi, nell'aula dov'era in corso il suo processo, sparò e uccise l'avvocato Lorenzo Claris Appiani e il coimputato Giorgio Erba, ferendo gravemente Davide Limongelli. Quindi uscì dall'aula e, raggiunta la stanza del giudice Fernando Ciampi, che si era occupato del fallimento della sua società e avrebbe dovuto testimoniare al processo, uccise anche il magistrato. Dopo aver ferito per le scale una quarta persona, il commercialista Stefano Verna, Giardiello riuscì incredibilmente a fuggire dal tribunale, nel frattempo blindato. Fu arrestato solo dopo qualche ora nei pressi di Vimercate dai carabinieri, ai quali disse: "Volevo vendicarmi di chi mi ha rovinato".

Per la strage al tribunale Giardiello è stato condannato all'ergastolo.

Per la strage al tribunale Giardiello, giudicato completamente capace di intendere e di volere, nel luglio del 2016 è stato condannato all'ergastolo. Adesso arriva anche la condanna in primo grado per il crac della sua società.