Il pubblico ministero di Brescia Isabella Samek Lodovici ha chiesto la condanna all'ergastolo per Claudio Giardiello, l'autore della strage al tribunale di Milano dell'aprile del 2015 in cui morirono tre persone. La richiesta del pm è arrivata al termine della requisitoria, in un processo che ha accertato come Giardiello fosse capace di intendere e volere al momento della strage.

A morire, sotto i colpi della pistola che l'imprenditore riuscì a far passare dai controlli di sicurezza all'ingresso del palazzo di giustizia milanese, furono Giorgio Erba, l'avvocato Lorenzo Claris Appiani e il magistrato Fernando Ciampi. In tribunale a Brescia hanno commentato la richiesta del magistrato il padre e il legale di Appiani, che era stato l'avvocato di Giardiello in altri procedimenti e il giorno della strage era stato chiamato a testimoniare in un processo per bancarotta contro Giardiello: "Non si poteva non chiedere l'ergastolo vista la premeditazione" ha affermato il padre del giovane avvocato, Aldo Claris Appiani, aggiungendo: "Mio figlio è stato attirato in un'imboscata perché quella mattina non doveva esserci ed è stato chiamato come teste dalla difesa di Giardiello, segno della lucida premeditazione". Anche l'avvocato Cesarina Borghini ha sottolineato l'elemento della premeditazione: "È l'aspetto che porta alla richiesta del massimo della pena". La sentenza è attesa per il 14 luglio.