Chloe Ayling. Si chiama così la modella inglese di 20 anni rapita a Milano per essere venduta all'asta su internet. La prima intervista pubblica l'ha concessa ieri sera al Tg1. "Ho subito un'esperienza terribile. Ho temuto per la mia vita minuto per minuto. Sono infinitamente grata alla polizia italiana e a quella britannica per avermi salvato. Hanno lavorato giorno e notte per trovarmi", ha detto davanti alle telecamere. "Sono appena arrivata a casa dopo quattro settimane. Mi devo riprendere, non posso dire altro finché non sarò interrogata qui in patria", ha dichiarato Chloe, che ora è tornata a Londra.

Il rapimento di Chloe Ayling

Lukasz Pawel Herba, 30enne polacco, è uno dei rapitori della modella inglese. La modella arriva a Milano per una pubblicità, va in albergo e il giorno successivo cade nella trappola. Non c'è alcuna pubblicità e nessun set fotografico. L'11 luglio viene drogata, spogliata e ammanettata. Poi viene rinchiusa in un borsone da viaggio. "Una persona da dietro mi ha messo una mano sul collo e una sulla bocca, su entrambe le mani indossava guanti neri. Una seconda persona si è posta di fronte, indossava un passamontagna nero. Mi sono sentita mancare l'aria. Quando mi sono ripresa avevo unicamente il body rosa di ciniglia e i calzini che indosso ora".

Venduta su internet per 300mila dollari.

I suoi carcerieri, quattro o cinque in totale, avrebbero voluto venderla all'asta sul deep web partendo da una base di 300mila dollari. Quando hanno capito che i soldi non sarebbero mai arrivati, il 30enne Pawel si è presentato al consolato britannico per consegnare la ragazza. La prigionia di Chloe è durata sei giorni.

Dagli interrogatori della modella inglese emergono altri particolari inquietanti. Stando a quanto riporta il Tg1 Chloe ha raccontato che Pawel le avrebbe confessato di aver guadagnato circa 15 milioni di dollari in cinque anni dalla vendita di ragazze su internet. Le modelle, secondo la ricostruzione di Chloe, sarebbero state vendute come schiave sessuali dal ‘Black death group' , un'organizzazione criminale che nel web profondo gestisce diversi traffici illegali.