Si allarga l'inchiesta che ieri ha portato alla luce un'inquietante vicenda di bullismo a Vigevano, nel Pavese. I carabinieri della locale compagnia, guidati dal capitano Rocco Papaleo, stanno cercando di capire se vi possano essere altri carnefici oltre alla decina di ragazzini bloccati ieri: quattro, tre 15enne e un 16enne che frequentano una scuola media di Mortara, sono in carcere, al Beccaria di Milano. Altri otto sono invece indagati: del gruppo di bulli faceva parte anche un tredicenne, che per la legge non è imputabile.

I carabinieri passano al setaccio le foto pubblicate dai bulli.

Ma le indagini proseguono anche nell'altro verso: e cioè capire se oltre al 15enne, vittima "preferita" dei bulli che ha dovuto sopportare in silenzio terribili angherie che sono arrivate anche alla violenza sessuale, possano esserci altri ragazzini che hanno subìto in silenzio l'arroganza e la violenza del branco. Ad aiutare i militari nelle loro indagini sono, paradossalmente, gli stessi bulli: grazie alle foto delle loro "imprese" pubblicate sui social network gli investigatori dell'Arma sperano di acquisire nuovi elementi utili per identificare altri complici e altre vittime.

Nel frattempo, fortunatamente arrivano buone notizie dal ragazzino di 15 anni bullizzato in maniera pesante dal branco. Secondo quanto ha riferito la preside della sua scuola al Tg regionale, il ragazzo "è forte e sta reagendo bene, lo stanno supportando". La speranza è che possa superare presto il ricordo delle violenze fisiche e psicologiche subìte dai suoi coetanei, a quanto pare nell'assordante silenzio di chi sapeva, ma ha taciuto, a parte i pochi coraggiosi che hanno poi fatto partire le indagini. Secondo la preside gli altri ragazzi hanno taciuto "per paura: temevano ritorsioni".