Un ragazzo di 22 anni è stato fermato dalla squadra mobile di Milano con l'accusa di rapina aggravata e violenza sessuale aggravata. Il 22enne, un egiziano in Italia senza permesso di soggiorno, lo scorso 20 marzo avrebbe rapinato e poi brutalmente stuprato una ragazza di 30 anni di nazionalità dominicana. A riportare l'episodio il quotidiano "La Repubblica". L'aggressore, come hanno ricostruito le indagini condotte dagli uomini guidati dal commissario Paolo Lisi e coordinate dal pubblico ministero Gianluca Prisco, l'ha seguita fino al suo appartamento, in un palazzo in via Riva di Trento, al Corvetto. Poi si è fatto aprire la porta con una scusa. A questo punto ha estratto una pistola e, dopo essersi fatto consegnare soldi e telefono cellulare, ha stuprato la sua vittima.

Il 22enne è poi scappato, facendo perdere le proprie tracce per diversi giorni. Solo dopo una settimana gli investigatori hanno intercettato il telefono sottratto alla donna. Sono partite diverse intercettazioni che hanno permesso di localizzare il 22enne, Per il suo definitivo riconoscimento, tuttavia, è stata fondamentale la collaborazione e la memoria della vittima. La ragazza, quando è stata medicata alla Clinica Mangiagalli, ha riferito che il suo stupratore aveva un tatuaggio sul petto: una scritta in arabo. Proprio quel particolare ha consentito alla polizia di bloccare il sospettato.

Il ragazzo, in quanto irregolare, è stato prima trasferito al centro di identificazione ed espulsione di Torino, il più vicino che avesse posti liberi in quel momento. Poi, quando la sua foto è stata riconosciuta dalla vittima, per il 22enne è scattato il fermo. Adesso, sempre dal tatuaggio sul petto del malvivente, altre eventuali vittime dell'aggressore potrebbero venire allo scoperto e decidere di denunciarlo.