Don Giorgio De Capitani è famoso per far discutere. Si definisce un parroco di sinistra, perché "anche Gesù aveva fatto una scelta classista scegliendo i poveri". E dal pulpito, dal suo blog e dalla sua pagina Facebook è solito non mandarla a dire agli esponenti della destra. In particolar modo l'ex parroco di Monte di Rovagnate (Lecco) negli ultimi anni se l'è presa con la Lega e il suo segretario Matteo Salvini, lasciandosi andare ad esternazioni ed un vocabolario che non dovrebbe appartenere ad un uomo di Chiesa. Negli anni ha additato l'europarlamentare come "pezzo di merda", "sciacallo", "morto di fame", "politicamente analfabeta" e così via.

Ed ora Don Giorgio, 79 anni ma energia da vendere, è chiamato a rispondere delle sue affermazioni forti: il prossimo 13 marzo sarà in aula per difendersi da un'accusa di diffamazione. Salvini e la Lega si sono costituiti parte civile nel procedimento. In aula dovrebbe comparire anche Salvini, che potrebbe però decidere di presentare solo una memoria scritta.

Nel mirino in particolare gli articoli pubblicati sul blog del prete il 4 e il 26 marzo del 2015 e il 4 ottobre dello stesso anno.  Già nel 2014 il segretario del Carroccio e il prete si erano scontrati, e Salvini gli aveva dedicato un post sulla sua pagina Facebook: "Tale don Giorgio De Capitani, parroco (?) in Brianza, scrive su Fb e sul suo Sito che "anche i bambini sanno che la LEGA tornerà presto nella FOGNA, da dove è venuta" e che io sarei un "eroe-cretino", anzi sarei un "lardoso, ultimo rottame della Lega". Mica male per un Uomo di Chiesa. E poi ci si stupisce se tanta gente non va più a Messa… Caro Don Giorgio, io sono certo un peccatore, ma tu mi fai pena".