Il Movimento 5 stelle parla di "scempio". L'ex vicesindaco Riccardo De Corato invece dice che Sala "ha completato l'africanizzazione della città iniziata da Pisapia", e ha lanciato una petizione per chiederle di rimuovere. Cosa? Le palme in piazza Duomo, che erano annunciate dalla fine del mese scorso ma ieri, quando sono apparse dal vivo per la prima volta nelle aiuole davanti al Duomo di Milano, hanno scatenato una ridda di commenti e reazioni. Forse anche un po' esagerate, se si considera che si tratta di un progetto che ha vinto un bando pubblico, che sarà a costo zero per Palazzo Marino (paga Starbucks) e che durerà tre anni. Dopo, quando magari tutti si saranno abituati alle palme (e ai banani, che arriveranno a breve) e magari anche i detrattori avranno iniziato ad apprezzarle, gli alberi "della discordia" saranno rimossi e probabilmente spostati altrove.

Tutta l'opposizione contraria a palme e banani.

Oltre alla gente comune, che ha pubblicato fotomontaggi, meme e battute (anche razziste) sui social network, anche il mondo della politica cittadina non ha voluto far mancare il proprio apporto alla discussione sulla nuova sistemazione della piazza. L'ex candidato sindaco dei Cinque Stelle, Gianluca Corrado, parla apertamente di "scempio" e mette sotto accusa il bando del Comune: "Lo scempio delle palme in piazza Duomo nasce da un bando che purtroppo ha diverse lacune e che, senza linee guida, ha permesso che piante tropicali rovinassero il luogo simbolo di Milano, che tutto il mondo ci invidia".

I consiglieri di Forza Italia con le banane gonfiabili.

I consiglieri comunali di Forza Italia Silvia Sardone, Gianluca Comazzi, Fabrizio De Pasquale e Alessandro De Chirico, oltre che a parole hanno manifestato la propria contrarietà al progetto presentandosi a Palazzo Marino con delle banane gonfiabili. La Sardone ha anche presentato una mozione in Consiglio comunale (respinta) e ha avviato una raccolta firme: "La storica piazza perde dignità mentre al Comune e agli sponsor interessano solo le carnevalate pubblicitarie in salsa africana senza alcun rispetto per i luoghi. Ai milanesi questo schifo non piace, non si tradisce lo spirito di una città per palme e banani (in attesa di qualche scimmia…) con tentativi esotici ‘assemblati' per far sentire a proprio agio i migranti. Via subito questo obbrobrio! Chi ha imposto questo progetto non rispetta lo spirito, la storia e le tradizioni di questo luogo".

Petizioni sono state lanciate anche sulla piattaforma Change.org e dall'ex vicesindaco Riccardo De Corato: "Lanciamo una petizione on line per togliere le palme da piazza Duomo: la stragrande maggioranza dei milanesi è contraria a questa genialata del Comune, quindi raccogliamo le firme per ottenere una marcia indietro definitiva. Sala ha completato l' ‘africanizzazione' della città iniziata da Pisapia: dopo aver accettato l'invasione di immigrati e clandestini, adesso addobba anche la nostra piazza principale con piante delle loro terre, così si sentono a proprio agio".

L'idea che palme e banani siano stati pensati per far sentire a proprio agio i migranti accomuna gran parte dell'opposizione a Palazzo Marino. Anche il consigliere comunale Matteo Salvini, segretario della Lega, aveva scritto su Twitter: "Palme e banani in piazza Duomo? Follia. Mancano sabbia e cammelli, e i clandestini si sentiranno a casa".

Nonostante tutto, comunque, il nuovo look di piazza Duomo continua a prendere forma. Oggi sono state slegate le foglie di alcuni alberi di palma, che hanno così assunto il loro aspetto definitivo. Mancano ancora gli alberi di banano, i fiori (che saranno diversi a seconda delle stagioni) e la ghiaia. Le aiuole, secondo l'architetto che le ha progettate, Marco Bay, saranno completate in primavera. Anche allora, di sicuro, non mancheranno le polemiche.