Marilena Re è stata decapitata. Questo è il macabro risultato delle indagini dei Ris dei carabinieri, che hanno scavato nell'orto di Vito Clericò a Garbagnate Milanese. A più di quaranta giorni dalla scomparsa di Marilena Rosa Re, promoter di 58 anni residente a Castellanza (Varese), ieri il corpo è stato rinvenuto su indicazione dell'amico della vittima, fermato con l'accusa di omicidio e occultamento di cadavere. A incastrare l'uomo, 64 anni ex dipendente di un supermercato, in un primo momento una macchia di sangue su un paio di pantaloni, che le analisi del dna hanno dimostrato essere di Marilena.

"Il corpo è stato trovato senza testa, privo di vestiti, ripiegato in due e coperto da un sacco di cellophane, a sua volta ricoperto da un altro sacco di juta", sono i particolari macabri riportati dal procuratore di Busto Arsizio Gianluigi Fontana. "Sul cadavere, che per le misure corrisponde a quello di Marilena Rosa Re, individuato esattamente dove l'indagato ha indicato, non sono evidenti segni ulteriori di lesioni. Su dove possa trovarsi la testa della donna l'indagato ha affermato di non ricordarlo".

Vito Clericò non confessa l'omicidio di Marilena Re.

Al momento risulta indagata anche la moglie di Clericò: un atto dovuto per portare avanti le indagini, anche se non ci sarebbero elementi concreti a suo carico. L'avvocato del presunto assassino ha chiarito ieri che l'uomo ha si fatto ritrovare il cadavere della donna, ma non ha confessato in nessuna maniera l'omicidio. Il movente dell'omicidio secondo gli inquirenti potrebbe essere nei 90.000 euro che la donna aveva affidato alcuni anni fa alla coppia, e di cui ora aveva urgente bisogno far fronte ad alcune urgenti spese.