Niente soldi per Fabrizio Corona. Il Tribunale di Milano ha respinto un'istanza presentata dalla società Fenice, riconducibile all'ex re dei paparazzi, con la quale si chiedeva di dissequestrare poco più di un milione e 342mila euro per pagare alcune cartelle esattoriali di Equitalia, usufruendo della cosiddetta "rottamazione". Rispetto all'istanza, presentata lo scorso 4 luglio dai legali di Corona – Luca Sirotti e Ivano Chiesa -, la procura aveva dato parere favorevole. Ma i giudici l'hanno invece respinta in quanto, come aveva affermato una precedente sentenza della Cassazione – che come si dice in gergo giuridico "fa giurisprudenza" -, la fonte del denaro di cui si chiede il dissequestro è illecita, provenendo difatti da evasione fiscale: "Le somme oggetto di evasione fiscale non possono costituire una fonte lecita di provvista", aveva affermato la Suprema corte.

Per una decisione "nel merito" sull'istanza presentata dagli avvocati di Corona si dovrà attendere il 3 novembre, data in cui è stata rimandata l'udienza a causa di alcuni problemi di salute di un giudice. Per il momento però la società Fenice non potrà fare affidamento su quei soldi per il pagamento delle imposte. Anche perché, come hanno osservato i magistrati, presieduti da Maria Rispoli, non sono ancora state depositate le motivazioni dell'ultima sentenza di condanna ai danni di Fabrizio Corona: quella che lo scorso 12 giugno lo ha condannato a un anno di carcere per sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte.

Perché Corona è ancora in carcere.

Corona, che è in carcere a San Vittore dallo scorso 10 ottobre, è stato però assolto dalle accuse principali, tra le quali c'era anche quella che aveva motivato la misura cautelare in carcere: intestazione fittizia di beni. Gli inquirenti, in sostanza, ritenevano che gli ormai famosi 2,6 milioni di euro che sono stati sequestrati all'ex re dei paparazzi provenissero dal mondo della criminalità organizzata. Un'accusa completamente caduta nel corso del processo. Il fotografo resta però in carcere, perché con l'arresto dello scorso 10 ottobre è venuto meno l'affidamento in prova ai servizi sociali, misura alternativa al carcere della quale Corona stava usufruendo per finire di scontare una sua precedente condanna. Una nuova richiesta in tal senso è stata presentata dagli avvocati del fotografo: i giudici dovranno dunque decidere se rimettere in libertà Corona, concedendogli una nuova chance con un altro affidamento in prova.